FLIR Report Studio‎

Manuale dell’utente

FLIR Report Studio‎

1.3

1  Dichiarazione di non responsabilità

1.1  Dichiarazione di non responsabilità

Tutti gli articoli prodotti da FLIR Systems sono garantiti contro difetti nei materiali e di mano d'opera per un periodo di un (1) anno dalla data di spedizione dell'acquisto originale. Tale garanzia è valida solo nel caso in cui il prodotto sia stato conservato, utilizzato ed oggetto di manutenzione in accordo con le istruzioni fornite da FLIR Systems.
Gli articoli non prodotti da FLIR Systems ma inclusi nei sistemi spediti da FLIR Systems all'acquirente originale, mantengono esclusivamente l'eventuale garanzia del fornitore. FLIR Systems non si assume alcuna responsabilità in relazione a detti prodotti.
Poiché la garanzia vale esclusivamente per l'acquirente originale, non è in alcun modo possibile trasferirla. Inoltre, tale garanzia non è valida in caso di danni causati da uso improprio, incuria, incidente o condizioni anomale di funzionamento. Le parti di ricambio sono escluse dalla garanzia.
Nell'eventualità in cui si riscontrino difetti in uno dei prodotti coperti dalla presente garanzia, sospendere l'utilizzo del prodotto in modo da impedire che si verifichino ulteriori danni. L'acquirente è tenuto a comunicare prontamente a FLIR Systems la presenza di eventuali difetti o malfunzionamenti; in caso contrario, la presente garanzia non verrà applicata.
FLIR Systems ha la facoltà di decidere, a sua esclusiva discrezione, se riparare o sostituire gratuitamente un prodotto nell'eventualità in cui, dopo aver effettuato i debiti accertamenti, il prodotto risulti realmente difettoso nei materiali o nella lavorazione e purché esso venga restituito a FLIR Systems entro il suddetto periodo di un anno.
Gli obblighi e le responsabilità di FLIR Systems in relazione a eventuali difetti sono da intendersi limitati alle clausole sopra enunciate.
Pertanto, nessun'altra garanzia è da considerarsi espressa o implicita. FLIR Systems disconosce specificamente qualunque garanzia implicita di commerciabilità ed idoneità del prodotto per usi particolari.
FLIR Systems non è da ritenersi in alcun modo responsabile di eventuali danni diretti, indiretti, particolari, accidentali o conseguenti, siano essi basati su contratto, illecito civile o altri fondamenti giuridici.
Questa garanzia è disciplinata dalla legge svedese.
Le eventuali vertenze, controversie o rivendicazioni originate da o collegate a questa garanzia, verranno risolte in modo definitivo tramite arbitrato in conformità con le Regole dell'Arbitration Institute della Camera di Commercio di Stoccolma. La sede dell'arbitrato sarà Stoccolma e la lingua da utilizzare nel procedimento arbitrale sarà l'inglese.

1.2  Statistiche di utilizzo

FLIR Systems si riserva il diritto di raccogliere statistiche di utilizzo anonime per consentire il mantenimento ed il miglioramento della qualità dei suoi software e servizi.

1.3  Modifiche al registro

La voce del registro HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Lsa\LmCompatibilityLevel verrà modificata automaticamente al livello 2 qualora il servizio FLIR Camera Monitor rilevi una termocamera FLIR collegata al computer con un cavo USB. La modifica verrà eseguita solo se la termocamera implementa un servizio di rete remoto che supporta gli accessi di rete.

1.4  Copyright

© 2016, FLIR Systems, Inc.. Tutti i diritti riservati. Nessuna parte del software, compreso il codice sorgente, può essere riprodotta, trasmessa, trascritta o tradotta in qualsiasi lingua o linguaggio informatico, in qualunque forma o mediante qualsivoglia supporto elettronico, magnetico, ottico, manuale o di altro tipo, senza previa autorizzazione scritta di FLIR Systems.
La presente documentazione non può essere, né in toto né in parte, copiata, fotocopiata, riprodotta, tradotta o trasmessa in forma leggibile su qualsiasi supporto o dispositivo elettronico senza previo consenso scritto da parte di FLIR Systems.
I nomi e i marchi visibili sui prodotti qui menzionati sono marchi registrati o marchi di proprietà di FLIR Systems e/o relative filiali. Tutti gli altri marchi, nomi commerciali o di società citati nel presente documento sono usati unicamente a scopo di identificazione ed appartengono ai rispettivi proprietari.

1.5  Certificazione di qualità

Il Sistema per la gestione della qualità in base al quale vengono sviluppati e realizzati questi prodotti ha ottenuto la certificazione ISO 9001.
FLIR Systems è impegnata a perseguire una politica di continuo sviluppo, pertanto l'azienda si riserva il diritto di apportare modifiche e migliorie a tutti i prodotti, senza previa notifica.

2  Nota per l'utente

2.1  Forum degli utenti

Nei forum degli utenti è possibile scambiare idee, problemi e soluzioni termografiche con altri operatori di tutto il mondo. Per accedere ai forum, visitare il sito:
http://forum.infraredtraining.com/

2.2  Formazione

Per informazioni sui corsi disponibili relativi alla termografia, visitare il sito:

2.3  Aggiornamenti della documentazione

I manuali FLIR vengono aggiornati più volte all'anno. Inoltre pubblichiamo regolarmente notifiche relative alle modifiche di prodotto.
Per accedere ai manuali, alle loro traduzioni ed alle notifiche più recenti, andare alla scheda Download all'indirizzo:
La registrazione online richiede solo pochi minuti. Nell'area Download sono inoltre disponibili le versioni più recenti dei manuali di tutti i prodotti FLIR attuali, storici ed obsoleti.

2.4  Aggiornamenti del software

FLIR Systems pubblica regolarmente aggiornamenti. È possibile aggiornare il software utilizzando questo servizio di aggiornamento. In base al software in uso, questo servizio è disponibile in una o entrambe le seguenti posizioni:
  • Start > FLIR Systems > [Software] > Cerca aggiornamenti.
  • Guida > Cerca aggiornamenti.

2.5  Nota importante sul manuale

FLIR Systems pubblica manuali generici relativi a diverse varianti software all'interno di una suite.
Nel presente manuale potrebbero pertanto essere presenti descrizioni e spiegazioni non applicabili a una variante software particolare.

2.6  Ulteriori informazioni sulla licenza

Per ogni licenza software acquistata, il software può essere installato, attivato e utilizzato su due dispositivi, ad esempio su un computer portatile per l'acquisizione dei dati sul posto e su un computer desktop per eseguire le analisi in ufficio.

3  Assistenza ai clienti

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3.1  Info generali

Per ottenere l'assistenza clienti, visitare il sito:

3.2  Invio di una domanda

Per sottoporre una domanda al team dell'assistenza clienti è necessario essere un utente registrato. La registrazione online richiede solo pochi minuti e non è obbligatoria invece per cercare domande e risposte esistenti nella knowledge base.
Quando si desidera sottoporre una domanda, tenere a portata di mano le seguenti informazioni:
  • Modello di termocamera
  • Numero di serie della termocamera
  • Il protocollo di comunicazione o tipo di collegamento fra la termocamera ed il dispositivo (ad esempio lettore scheda SD, HDMI, Ethernet, USB o FireWire)
  • Tipo di dispositivo (PC/Mac/iPhone/iPad/dispositivo Android, ecc.)
  • Versione di tutti i programmi di FLIR Systems
  • Nome completo, numero di pubblicazione e versione del manuale

3.3  Download

Dal sito dell'assistenza clienti è inoltre possibile scaricare quanto segue, quando applicabile per il prodotto:
  • Aggiornamenti del firmware per la termocamera.
  • Aggiornamenti del programma per il software del PC/Mac.
  • Freeware e versioni di valutazione di software per PC/Mac
  • Documentazione utente per prodotti correnti, obsoleti e storici.
  • Disegni meccanici (in formato *.dxf e *.pdf).
  • Modelli di dati Cad (in formato *.stp).
  • Esempi di applicazioni.
  • Schede tecniche.
  • Cataloghi di prodotti.

4  Introduzione

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FLIR Report Studio è una suite di software progettata specificamente per fornire un modo semplice per creare report di ispezione.
Di seguito sono illustrati alcuni esempi delle operazioni che è possibile eseguire in FLIR Report Studio:
  • Importare immagini dalla termocamera sul computer.
  • Aggiungere, spostare e ridimensionare gli strumenti di misurazione su qualsiasi immagine ad infrarossi.
  • Creare report Microsoft Word e PDF per le immagini desiderate.
  • Aggiungere intestazioni, piè di pagina e logo ai report
  • Creare i propri modelli di report.

5  Installazione

5.1  Requisiti di sistema

5.1.1  Sistema operativo

FLIR Report Studio supporta la comunicazione USB 2.0 e 3.0 per i seguenti sistemi operativi del PC:
  • Microsoft Windows 7, 32 bit
  • Microsoft Windows 7, 64 bit
  • Microsoft Windows 8, 32 bit
  • Microsoft Windows 8, 64 bit
  • Microsoft Windows 10, 32 bit.
  • Microsoft Windows 10, 64 bit.

5.1.2  Hardware

  • Personal computer con processore dual-core da 2 GHz.
  • 4 GB di RAM (minimo - 8 GB consigliati).
  • Disco rigido da 128 GB con almeno 15 GB di spazio disponibile
  • Unità DVD-ROM
  • Supporto per grafica DirectX 9 con:
    • Driver WDDM
    • 128 MB di memoria grafica (minimo)
    • Pixel Shader 2.0 nell'hardware
    • 32 bit per pixel.
  • Monitor SVGA (1024 × 768) o risoluzione superiore
  • Accesso Internet (possibili costi aggiuntivi).
  • Uscita audio
  • Tastiera e mouse o altro dispositivo di puntamento compatibile

5.2  Installazione di FLIR Report Studio‎

5.2.1  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

6  Gestione delle licenze

6.1  Attivazione della licenza

6.1.1  Info generali

Al primo avvio di FLIR Report Studio sarà possibile scegliere una delle seguenti opzioni:
  • Attivazione online di FLIR Report Studio
  • Attivazione di FLIR Report Studio per posta elettronica
  • Acquisto di FLIR Report Studio e ricezione di un numero di serie per l'attivazione
  • Utilizzo gratuito di FLIR Report Studio per un periodo di prova

6.1.2  Figura

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Figura 6.1  Finestra di dialogo di attivazione del prodotto

6.1.3  Attivazione online di FLIR Report Studio‎

6.1.4  Attivazione di FLIR Report Studio‎ per posta elettronica

6.1.5  Attivazione di FLIR Report Studio‎ su un computer senza accesso a Internet

Se il computer in uso non ha l'accesso a Internet, è possibile richiedere la chiave di sblocco tramite e-mail da un altro computer.

6.2  Trasferimento della licenza

6.2.1  Info generali

È possibile trasferire la licenza da un computer a un altro a condizione che non venga superato il numero di licenze acquistate.
È pertanto consentito, ad esempio, l'utilizzo del software su un PC desktop e su un laptop.

6.2.2  Figura

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Figura 6.5  Finestra di visualizzazione della licenza (solo immagine di esempio)

6.2.3  Procedura

6.3  Attivazione di moduli software aggiuntivi

6.3.1  Info generali

Per alcuni software, è possibile acquistare moduli aggiuntivi da FLIR Systems. Prima di poter utilizzare il modulo, è necessario attivarlo.

6.3.2  Figura

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Figura 6.6  Finestra di visualizzazione della licenza, contenente i moduli software disponibili (solo immagine di esempio)

6.3.3  Procedura

7  Accesso

7.1  Info generali

La prima volta che si avvia FLIR Report Studio, è necessario accedere con un account per l'assistenza clienti FLIR. Se si dispone già di un account per l'assistenza clienti FLIR, è possibile utilizzare le stesse credenziali.
  • Quando si accede, il computer deve essere connesso a Internet.
  • A meno che non si effettui la disconnessione per uscire dal prodotto, non è necessario ripetere l'accesso per utilizzare FLIR Report Studio.

7.2  Procedura di accesso

Attenersi alla procedura seguente:

7.3  Disconnessione

In genere, non serve effettuare la disconnessione. Una volta disconnessi, occorre ripetere l'accesso per avviare FLIR Report Studio.

Attenersi alla procedura seguente:

8  Flusso di lavoro

8.1  Info generali

Quando si esegue un'ispezione con una termocamera, si procede in base a un flusso di lavoro tipico. In questa sezione viene illustrato un esempio di flusso di lavoro per ispezioni di questo tipo.

9  Creazione di report a infrarossi

9.1  Info generali

La procedura guidata FLIR Report Studio consente di generare report in modo rapido ed efficiente. La procedura guidata offre l'opportunità di ottimizzare e regolare il report prima della sua creazione. È possibile scegliere modelli di report diversi, aggiungere e modificare immagini, spostare le immagini verso l'alto e verso il basso, nonché aggiungere proprietà dei report quali informazioni sul cliente e informazioni sull'ispezione.
L'utilizzo della procedura guidata FLIR Report Studio rappresenta il modo più semplice per creare un report. Tuttavia, è possibile creare un report anche da un documento Microsoft Word vuoto, aggiungendo e rimuovendo oggetti e modificando le relative proprietà, come descritto nella sezione 12.2 Gestione degli oggetti nel report.

9.2  Tipi di report

È possibile creare quattro tipi di report tramite la procedura guidata FLIR Report Studio:
FLIR Report Studio Viene fornito con diversi modelli di report. È possibile anche creare report personalizzati; vedere la sezione 13 Creazione di modelli di report.

9.3  Elementi della schermata della procedura guidata FLIR Report Studio‎

9.3.1  Finestra dei modelli

9.3.1.1  Figura

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9.3.1.2  Descrizione

9.3.2  Finestra immagine

9.3.2.1  Figura

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9.3.2.2  Descrizione

9.3.3.1  Menu File

Il menu File include i seguenti comandi:
  • Salva sessione. Fare clic per salvare una sessione. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 9.5 Salvataggio di una sessione.
  • Carica sessione. Fare clic per caricare una sessione. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 9.5 Salvataggio di una sessione.
  • Esci. Fare clic per uscire dalla procedura guidata FLIR Report Studio. L'applicazione verrà chiusa e il lavoro non salvato sarà perduto.

9.3.3.2  Menu Opzioni

Il menu Opzioni include i seguenti comandi:

9.3.3.3  Menu Guida

Il menu Guida include i seguenti comandi:
  • Documentazione. Fare clic e selezionare Online per visualizzare i file della guida più recenti da Internet oppure Offline per visualizzare i file della guida installati nel proprio computer.
  • FLIR Store. Fare clic per accedere al sito Web dello store FLIR.
  • Centro assistenza FLIR. Fare clic per accedere al centro assistenza FLIR.
  • Informazioni sulla licenza. Fare clic per visualizzare la Finestra di visualizzazione della licenza.
  • Convalida licenza FLIR (opzione abilitata se non è stata ancora attivata la licenza FLIR Report Studio dell'utente). Fare clic per aprire la finestra di dialogo di attivazione. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 6 Gestione delle licenze.
  • Cerca aggiornamenti. Fare clic per cercare gli aggiornamenti software. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 15 Aggiornamento del software.
  • Informazioni su. Fare clic per visualizzare la versione corrente di FLIR Report Studio.

9.4  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

9.5  Salvataggio di una sessione

Una sessione rappresenta un modo per memorizzare un report non ancora completato nella procedura guidata di FLIR Report Studio. È possibile caricare una sessione salvata nella procedura guidata di FLIR Report Studio e continuare con il report in un momento successivo.
Nella procedura guidata di FLIR Report Studio, effettuare le seguenti operazioni:
  • Per salvare una sessione, selezionare File > Salva sessione.
  • Per caricare una sessione, selezionare File > Carica sessione.

9.6  Modifica delle impostazioni

È possibile modificare le impostazioni per la procedura guidata di FLIR Report Studio.

Attenersi alla procedura seguente:

10  Importazione di immagini dalla termocamera

10.1  Info generali

È possibile importare immagini da una termocamera collegata al computer.

10.2  Procedura di importazione

Attenersi alla procedura seguente:

11  Analisi e modifica delle immagini

11.1  Info generali

FLIR Report StudioImage Editor rappresenta uno strumento potente per l'analisi e la modifica di immagini termiche.
Di seguito, sono riportate alcune funzioni e impostazioni che è possibile sperimentare:
  • Aggiunta degli strumenti di misurazione.
  • Regolazione dell'immagine termica.
  • Modifica della distribuzione dei colori.
  • Modifica della tavolozza dei colori.
  • Modifica della modalità immagine.
  • Utilizzo di allarmi colore e isoterme.
  • Modifica dei parametri di misurazione.

11.2  Avvio di Image Editor‎

È possibile avviare Image Editor dalla procedura guidata di FLIR Report Studio e da FLIR Word Add-in.

11.2.1  Avvio di Image Editor‎ dalla procedura guidata di FLIR Report Studio‎

Attenersi alla procedura seguente:

11.2.2  Avvio di Image Editor‎ da FLIR Word Add-in‎

È possibile avviare Image Editor da un report a infrarossi modificabile.

Attenersi alla procedura seguente:

11.3  Elementi della schermata Image Editor‎

11.3.1  Figura

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11.3.2  Descrizione

11.4  Funzioni di modifica di immagini di base

11.4.1  Rotazione dell'immagine

Attenersi alla procedura seguente:

11.4.2  Ritaglio dell'immagine

È possibile ritagliare un'immagine e salvare l'immagine ritagliata come copia dell'immagine originale.

Attenersi alla procedura seguente:

11.5  Utilizzo degli strumenti di misurazione

11.5.1  Info generali

Per misurare una temperatura, è possibile utilizzare uno o più strumenti di misurazione, ad esempio un puntatore, un riquadro, un cerchio o una linea.
Quando si aggiunge uno strumento di misurazione all'immagine, la temperatura misurata verrà visualizzata nel riquadro di destra di Image Editor. La configurazione dello strumento verrà salvata anche nel file di immagine e la temperatura misurata sarà disponibile per la visualizzazione nel report a infrarossi.

11.5.2  Aggiunta di uno strumento di misurazione

Attenersi alla procedura seguente:

11.5.3  Spostamento e ridimensionamento di uno strumento di misurazione

Attenersi alla procedura seguente:

11.5.4  Creazione dei marcatori locali per uno strumento di misurazione

11.5.4.1  Info generali

Image Editor manterrà i marcatori esistenti per uno strumento di misurazione impostato nella termocamera. Tuttavia, a volte è necessario aggiungere un marcatore durante l'analisi dell'immagine. È possibile effettuare tale operazione utilizzando i marcatori locali.

11.5.4.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.5.5  Calcolo delle aree

11.5.5.1  Info generali

La distanza inclusa nei dati dei parametri dell'immagine può essere usata come base per il calcolo delle aree. Un'applicazione tipica è quella della stima delle dimensioni della macchia di umidità su una parete.
Per calcolare l'area di una superficie, occorre aggiungere all'immagine uno strumento di misurazione area di tipo riquadro o cerchio. Image Editor calcola l'area della superficie circondata dallo strumento. Il calcolo è una stima dell'area basata sul valore della distanza.
11.5.5.1.1  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.5.5.1.2  Calcolo delle lunghezze
11.5.5.1.2.1  Info generali
La distanza inclusa nei dati dei parametri dell'immagine può essere usata come base per il calcolo delle lunghezze.
Per calcolare una lunghezza, occorre aggiungere all'immagine uno strumento di misurazione linea. Image Editor calcola una stima di lunghezza della linea basata sul valore della distanza.
11.5.5.1.2.1.1  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.5.6  Impostazione di un calcolo della differenza

11.5.6.1  Info generali

Il calcolo della differenza esprime la differenza (delta) tra due temperature: ad esempio, due puntatori oppure un puntatore e la temperatura massima nell'immagine.

11.5.6.2  Procedura

11.5.6.2.1  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.5.7  Eliminazione di uno strumento di misurazione

Attenersi alla procedura seguente:

11.6  Regolazione dell'immagine termica

11.6.1  Info generali

È possibile regolare un'immagine termica manualmente oppure automaticamente.
In Image Editor, è possibile modificare manualmente i livelli superiore e inferiore nella scala della temperatura. Ciò consente di semplificare l'analisi dell'immagine. È possibile, ad esempio, modificare la scala della temperatura su valori vicini alla temperatura di un oggetto specifico nell'immagine. In questo modo, è possibile rilevare anomalie e differenze di temperatura inferiori nella parte dell'immagine in questione.
Quando si regola automaticamente un'immagine, Image Editor regola l'immagine affinché disponga dei migliori valori di contrasto e luminosità. Ciò implica la distribuzione delle informazioni cromatiche tra le temperature esistenti dell'immagine.
In alcuni casi, l'immagine potrebbe contenere diverse aree calde o fredde all'esterno dell'area di interesse. In questi casi, è possibile escludere tali aree durante la regolazione automatica dell'immagine e utilizzare le informazioni cromatiche solo per le temperature dell'area di interesse, mediante la definizione di una regione auto-regolata.

11.6.2  Esempio 1

Di seguito sono illustrate due immagini termiche di un edificio. Nell'immagine a sinistra, che è stata regolata automaticamente, il grande campo della temperatura tra il cielo e l'edificio riscaldato rende difficile effettuare un'analisi corretta. È possibile analizzare l'edificio in dettaglio se si modifica il campo della temperatura su valori vicini alla temperatura dell'edificio.
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Automatico
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Manuale

11.6.3  Esempio 2

Di seguito sono illustrate due immagini termiche di un isolatore di una linea elettrica. Per semplificare l'analisi delle variazioni di temperatura nell'isolatore, la scala di temperatura nell'immagine a destra è stata modificata con valori simili alla temperatura dell'isolatore.
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Automatico
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Manuale

11.6.4  Modifica dei livelli di temperatura

Attenersi alla procedura seguente:

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11.6.5  Regolazione automatica dell'immagine

Attenersi alla procedura seguente:

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11.6.6  Definizione di una regione regolata automaticamente

L'area di regolazione automatica consente di impostare i livelli superiore e inferiore nella scala della temperatura sulle temperature massime e minime di tale area. Se si utilizzano le informazioni cromatiche solo per le temperature pertinenti, si ottengono maggiori dettagli nell'area di interesse.

Attenersi alla procedura seguente:

11.7  Cambio della distribuzione dei colori

11.7.1  Info generali

È possibile modificare la distribuzione dei colori in un'immagine. Una diversa distribuzione dei colori può rendere più semplice l'analisi approfondita di un'immagine.

11.7.2  Definizioni

È possibile scegliere tra le diverse distribuzioni dei colori:
  • Temperatura lineare: si tratta di un metodo di visualizzazione delle immagini in cui le informazioni cromatiche sono distribuite in modo lineare rispetto ai valori di temperatura dei pixel.
  • Equalizzazione istogramma: si tratta di un metodo di visualizzazione delle immagini in cui le informazioni cromatiche sono distribuite uniformemente tra le temperature esistenti dell'immagine. Questo metodo di distribuzione delle informazioni può essere particolarmente adatto alle immagini che contengono pochi picchi di temperatura molto elevata.
  • Segnale lineare: si tratta di un metodo di visualizzazione delle immagini in cui le informazioni cromatiche sono distribuite in modo lineare rispetto ai valori di segnale dei pixel.
  • Digital Detail Enhancement: si tratta di un metodo di visualizzazione delle immagini in cui i contenuti ad alta frequenza dell'immagine, ad esempio bordi e angoli, vengono ottimizzati per aumentare la visibilità dei dettagli.

11.7.3  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.8  Cambio della tavolozza dei colori

11.8.1  Info generali

È possibile modificare la tavolozza utilizzata per visualizzare le differenti temperature in un'immagine. Con una tavolozza diversa, è possibile rendere più semplice l'analisi di un'immagine.

Tavolozza colori

Esempio di immagini

Ghiaccio
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Freddo
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Grigio
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Ferro
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Lava
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Arcobaleno
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Arcobaleno alto contrasto
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Caldo
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11.8.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.9  Modifica delle modalità immagine

11.9.1  Info generali

Per alcune immagini, è possibile modificare la modalità immagine.

11.9.2  Tipi di modalità di immagine

Modalità immagine

Esempio di immagini

MSX termico (Multi Spectral Dynamic Imaging): in questa modalità viene visualizzata un'immagine termica in cui i contorni degli oggetti sono ottimizzati. È possibile regolare il bilanciamento del contenuto termico/fotografico.
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Termica: in questa modalità viene visualizzata un'immagine completamente termica.
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Fusione termica: in questa modalità viene visualizzata una foto digitale in cui alcune parti vengono mostrate come immagini termiche, in base ai limiti di temperatura.
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Dissolvenza termica: la termocamera mostra un'immagine sfumata che utilizza una combinazione di pixel dell'immagine a infrarossi e pixel della foto digitale. È possibile regolare il bilanciamento del contenuto termico/fotografico.
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Picture In Picture: in questa modalità viene visualizzato un riquadro con un'immagine termica sovrapposto ad una foto digitale.
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Videocamera digitale: in questa modalità viene visualizzata una foto completamente digitale.
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11.9.3  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.10  Utilizzo di allarmi colore ed isoterme

11.10.1  Info generali

Con gli allarmi colore (isoterme), è possibile individuare eventuali anomalie all'interno di un'immagine termica. Il comando per l'isoterma consente di applicare un colore di contrasto a tutti i pixel con una temperatura superiore, inferiore o compresa nei livelli di temperatura impostati. Esistono tipi di allarme specifici per il settore dell'edilizia: allarme umidità e allarme isolamento.
È possibile selezionare i seguenti tipi di allarme colore:
  • Allarme soglia massima: viene applicato un colore di contrasto a tutti i pixel con una temperatura superiore al livello di temperatura impostato.
  • Allarme soglia minima: viene applicato un colore di contrasto a tutti i pixel con una temperatura inferiore al livello di temperatura impostato.
  • Allarme intervallo: viene applicato un colore di contrasto a tutti i pixel con una temperatura compresa tra i due livelli di temperatura impostati.
  • Allarme umidità: viene attivato quando viene rilevata una superficie in cui l'umidità relativa supera un valore preimpostato.
  • Allarme isolamento: attiva un allarme in caso di problemi di isolamento in una parete.
  • Allarme personalizzato: questo tipo di allarme consente di modificare manualmente le impostazioni di un allarme standard.
I parametri di impostazione relativi all'allarme colore attivato vengono visualizzati alla voce ALLARME nel riquadro di destra.
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11.10.2  Esempi di immagini

In questa tabella vengono descritti diversi allarmi colore (isoterme).

Allarme colore

Immagine

Allarme soglia massima
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Allarme soglia minima
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Allarme intervallo
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Allarme umidità
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Allarme isolamento
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11.10.3  Impostazione degli allarmi di soglia massima e di soglia minima

Attenersi alla procedura seguente:

11.10.4  Impostazione di un allarme intervallo

Attenersi alla procedura seguente:

11.10.5  Impostazione di un allarme di umidità

11.10.5.1  Info generali

L'allarme (isoterma) umidità è in grado di rilevare aree in cui è presente il rischio di crescita di muffe o di conversione dell'umidità in liquido (punto di rugiada).

11.10.5.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.10.6  Impostazione di un allarme di isolamento

11.10.6.1  Info generali

L'allarme (isoterma) isolamento è in grado di rilevare aree dell'edificio per le quali può esistere una carenza di isolamento e viene attivato quando il livello di isolamento scende al di sotto del valore preimpostato di perdita energetica attraverso la struttura, il cosiddetto indice termico.
Per l'indice termico, sono consigliati valori diversi a seconda del codice dell'edificio, ma i valori tipici per i nuovi edifici sono 0,6-0,8. Per i valori raccomandati, fare riferimento alla codifica edilizia nazionale.

11.10.6.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.10.7  Impostazione di un allarme personalizzato

11.10.7.1  Info generali

Un allarme personalizzato è un allarme di uno dei seguenti tipi:
  • Allarme soglia massima.
  • Allarme soglia minima.
  • Allarme intervallo.
  • Allarme umidità.
  • Allarme isolamento.
Al contrario di quanto accade con gli allarmi standard, per questi allarmi personalizzati è possibile specificare diversi parametri manualmente:
  • Sfondo.
  • Colori (colori semitrasparenti o solidi).
  • Intervallo invertito (solo per l'isoterma Intervallo).

11.10.7.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.11  Modifica dei parametri locali per uno strumento di misurazione

11.11.1  Info generali

Per effettuare misurazioni precise, è importante impostare i parametri di misurazione. I parametri di misurazione memorizzati con l'immagine vengono visualizzati nel riquadro di destra, alla voce PARAMETRI.
In alcune situazioni potrebbe essere necessario modificare un parametro di misurazione (oggetto) relativo ad uno solo strumento di misurazione. Un motivo potrebbe essere il fatto che lo strumento di misurazione si trova di fronte ad una superficie molto più riflettente rispetto ad altre superfici nell'immagine oppure sopra un oggetto più lontano rispetto agli altri oggetti nell'immagine e così via.
Per ulteriori informazioni sui parametri degli oggetti, vedere la sezione 18 Tecniche di misurazione termografica.
Quando vengono attivati parametri locali per uno strumento di misurazione, vengono utilizzati i seguenti indicatori:
  • Nell'immagine, viene visualizzato un asterisco (*) accanto allo strumento di misurazione.
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  • Nella tabella dei risultati di Image Editor, viene visualizzata un'icona accanto al valore della misurazione.
    Graphic
  • Nei campi e nelle tabelle dei risultati nei report a infrarossi, viene visualizzato un asterisco (*) e i valori dei parametri locali vengono racchiusi tra parentesi.
    Graphic

11.11.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

11.12  Utilizzo delle annotazioni

11.12.1  Info generali

È possibile salvare altre informazioni con un'immagine termica utilizzando i commenti. I commenti consentono di migliorare l'efficienza dei report e le fasi successive di elaborazione, fornendo informazioni fondamentali sull'immagine, tra cui condizioni e dettagli sulla posizione in cui è stata acquisita l'immagine.
Alcune termocamere consentono di aggiungere annotazioni direttamente nella termocamera, ad esempio note (descrizioni di immagini), commenti di testo o sonori e schizzi. Tali commenti (se disponibili) vengono visualizzati nel riquadro di destra di Image Editor. È anche possibile aggiungere note (descrizioni di immagini) e commenti di testo alle immagini tramite Image Editor.

11.12.2  Informazioni sull'aggiunta di descrizioni alle immagini

11.12.2.1  Cos'è una descrizione di immagine?

Una descrizione dell'immagine è una breve descrizione sotto forma di testo libero memorizzata in un file di immagine IR. Nel formato file *.jpg viene utilizzato un tag standard che può essere recuperato da altro software.
Nelle termocamere Image Editor e FLIR, la descrizione delle immagini è detta Nota.
11.12.2.1.1  Procedura

11.12.3  Informazioni sull'aggiunta di annotazioni di testo

11.12.3.1  Cos'è un'annotazione di testo?

Un commento di testo è costituito da informazioni testuali su un aspetto di un'immagine ed è composto da un gruppo di coppie di informazioni: etichetta e valore. Lo scopo dell'utilizzo dei commenti di testo è rendere la creazione di report e le fasi successive di elaborazione più efficienti fornendo informazioni essenziali sull'immagine, ad esempio condizioni, foto e informazioni sulla posizione di acquisizione dell'immagine.
Un'annotazione di testo è un formato di annotazione proprietario di FLIR Systems e non è possibile recuperare le annotazioni mediante software di terzi. Il concetto dipende strettamente dall'interazione con l'utente. Nella termocamera l'utente può selezionare uno di diversi valori per ciascuna etichetta, immettere valori numerici e determinare l'acquisizione dei valori di misurazione dallo schermo da parte dell'annotazione di testo.

11.12.3.2  Creazione di un'annotazione di testo per un'immagine

Attenersi alla procedura seguente:

12  Funzionamento in ambiente Microsoft Word‎

12.1  Elementi della schermata FLIR Word Add-in‎

12.1.1  Scheda FLIR

Dopo l'installazione di FLIR Report Studio, viene visualizzata la scheda FLIR a destra delle schede standard nella barra multifunzione dei documenti di Microsoft Word.
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12.1.2  Menu Impostazioni

Il menu Impostazioni include i seguenti comandi:
  • Aggiorna i numeri delle pagine. Fare clic per aggiornare i numeri di pagina dei campi correlati alle immagini.
  • Imposta unità. Fare clic per impostare le unità relative alla temperatura e alla distanza preferite. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 12.9 Modifica delle impostazioni.
  • Categorie di modelli (disponibile durante la creazione di un modello di report). Fare clic per selezionare una categoria per il modello di report. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 13.2.5 Selezione di una categoria di modello.
  • Guida. Fare clic per visualizzare il menu Guida; vedere la sezione 12.1.2.1 Menu Guida.

12.1.2.1  Menu Guida

Il menu Guida include i seguenti comandi:
  • Documentazione. Fare clic e selezionare Online per visualizzare i file della guida più recenti da Internet oppure Offline per visualizzare i file della guida installati nel computer in uso.
  • FLIR Store. Fare clic per accedere al sito Web dello store FLIR.
  • Centro assistenza FLIR. Fare clic per accedere al centro assistenza FLIR.
  • Informazioni sulla licenza. Fare clic per visualizzare la Finestra di visualizzazione della licenza.
  • Cerca aggiornamenti. Fare clic per cercare gli aggiornamenti software. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 15 Aggiornamento del software.
  • Informazioni su. Fare clic per visualizzare la versione corrente di FLIR Word Add-in.

12.2  Gestione degli oggetti nel report

12.2.1  General

Un modello di report contiene segnaposto per oggetti quali immagini termiche, foto digitali, tabelle, proprietà dei report, ecc.
Durante la creazione di un report in base a un modello di report, tali segnaposto vengono automaticamente popolati in base alle immagini selezionate per l'inserimento nel report. È inoltre possibile inserire ulteriori oggetti e modificare le relative proprietà dopo aver avviato il report in Microsoft Word, come descritto nelle sezioni riportate di seguito.
Durante la creazione di modelli di report personalizzati, vedere la sezione 13 Creazione di modelli di report, quindi inserire gli oggetti e definire le relative proprietà attenendosi alle informazioni contenute nelle sezioni riportate di seguito.

12.2.2  Inserimento di un oggetto immagine termica

Un oggetto immagine termica è un segnaposto che consente di caricare automaticamente un'immagine termica durante la creazione di un report.

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.3  Inserimento di un oggetto immagine digitale

Un oggetto immagine digitale è un segnaposto dell'immagine visiva associata a un'immagine termica.

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.4  Inserimento di un oggetto campo

12.2.4.1  Info generali

Un oggetto campo è un segnaposto in cui vengono visualizzate automaticamente le informazioni associate a un'immagine termica durante la creazione di un report.
Un oggetto campo è costituito da un'etichetta e da un valore, ad esempio 42.3 media Bx1 . È possibile scegliere di visualizzare solo il valore del report, ad esempio 42.3 .

12.2.4.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.5  Inserimento di un oggetto tabella

12.2.5.1  Info generali

Un oggetto tabella è un segnaposto in cui viene visualizzata automaticamente una tabella con determinate informazioni associate a un'immagine termica durante la creazione di un report.
Sono disponibili i seguenti oggetti tabella:
  • Misurazioni.
  • Parametri.
  • METERLiNK.
  • Geolocalizzazione.
  • Informazioni sulla termocamera.
  • Informazioni sul file.
  • Commenti di testo.
  • Note.
  • Formule.
Oltre agli oggetti tabella integrati, è possibile creare oggetti tabella personalizzati. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 12.2.5.3 Creazione di un oggetto tabella personalizzato.
È possibile inoltre inserire una tabella riepilogativa, contenente informazioni su tutte le immagini termiche del report. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 12.2.5.4 Inserimento di una tabella riepilogativa.

12.2.5.2  Inserimento di un oggetto tabella

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.5.3  Creazione di un oggetto tabella personalizzato

Se gli oggetti tabella integrati non soddisfano le esigenze dell'utente, è possibile creare oggetti tabella personalizzati.

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.5.4  Inserimento di una tabella riepilogativa

Un oggetto tabella riepilogativa è un segnaposto in cui viene visualizzata automaticamente una tabella con determinate informazioni su tutte le immagini termiche del report.

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.6  Inserimento di un oggetto proprietà report

Un oggetto proprietà report è un segnaposto in cui vengono visualizzate automaticamente informazioni sul cliente e informazioni sull'ispezione durante la creazione di un report.

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.7  Ridimensionamento di oggetti

12.2.7.1  Ridimensionamento di un oggetto immagine

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.7.2  Ridimensionamento di un oggetto tabella

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.8  Sostituzione di un'immagine

È possibile sostituire un'immagine nel report, mantenendo tutti i collegamenti agli altri oggetti.

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.9  Eliminazione di oggetti

12.2.9.1  Eliminazione di un oggetto immagine

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.9.2  Eliminazione di un oggetto campo

Attenersi alla procedura seguente:

12.2.9.3  Eliminazione di un oggetto tabella

Attenersi alla procedura seguente:

12.3  Modifica di un'immagine

È possibile modificare le immagini termiche direttamente dal report tramite FLIR Report StudioImage Editor.

Attenersi alla procedura seguente:

12.4  Utilizzo delle formule

12.4.1  Info generali

FLIR Word Add-in consente di eseguire calcoli avanzati su svariati elementi inclusi nell'immagine termica. Una formula può contenere funzioni e operatori matematici comuni (+, –, ×, ÷ e così via). È inoltre possibile utilizzare costanti numeriche, ad esempio π.
Ancor più rilevante è la possibilità di inserire riferimenti a risultati di misurazioni, altre formule e altri dati numerici nelle formule.
Le formule create dall'utente saranno disponibili in FLIR Word Add-in e possono essere inserite negli oggetti campo e tabella di report successivi.
È possibile esportare una formula in un file di testo. Tale file di testo può, ad esempio, essere inviato a un altro computer e, dopo l'importazione, sarà disponibile in FLIR Word Add-in su tale computer. Per ulteriori informazioni, vedere la sezione 12.4.4 Esportazione e importazione di formule.
  • Una formula può essere utilizzata solo nell'ambito di un'unica immagine termica: ad esempio, non può essere utilizzata per calcolare la differenza tra due immagini termiche.
  • È possibile utilizzare i dati METERLiNK esistenti nell'immagine termica come dato in una formula, in modo analogo all'utilizzo di un valore di misurazione infrarosso. I dati METERLiNK possono essere memorizzati nell'immagine termica mediante l'utilizzo di un misuratore FLIR/Extech esterno, ad esempio una pinza amperometrica o un igrometro, in combinazione con la termocamera.

12.4.2  Creazione di una formula semplice

Creazione di una formula per il calcolo della differenza di temperatura tra due punti

12.4.3  Creazione di una formula condizionale

Per alcune applicazioni, è ad esempio possibile visualizzare il risultato di un calcolo in verde se il risultato è inferiore a un valore critico e in rosso se il risultato è superiore al valore critico. A tale scopo, creare una formula condizionale mediante l'istruzione IF.
Nella procedura riportata di seguito vengono descritte le modalità per impostare una formula condizionale che visualizzi il risultato della formula della differenza di temperatura in rosso se il valore è superiore a 2 gradi e in verde se è inferiore a 2 gradi.

Creazione di una formula condizionale mediante l'istruzione IF

12.4.4  Esportazione e importazione di formule

È possibile esportare una o più formule in un file di testo. Il file di testo può, ad esempio, essere inviato a un altro computer ed essere quindi importato in FLIR Word Add-in su tale computer.

12.5  Proprietà documento

12.5.1  Info generali

Quando si crea un report di analisi a infrarossi, il programma FLIR estrae le proprietà del documento di Microsoft Word relative al modello di report e quindi le inserisce nei corrispondenti campi di Microsoft Word del report finale.
È possibile utilizzare queste proprietà del documento per automatizzare numerose attività dispendiose a livello di tempo durante la creazione di un report, ad esempio, è possibile aggiungere automaticamente informazioni quali il nome, il recapito postale e l'indirizzo di posta elettronica del luogo dell'ispezione, il nome del modello di termocamera utilizzato e il proprio indirizzo di posta elettronica.

12.5.2  Tipi di proprietà del documento

Vi sono due tipi di proprietà del documento differenti:
  • Proprietà di riepilogo
  • Proprietà personalizzate
Delle prime è possibile cambiare unicamente i valori, mentre delle seconde è possibile cambiare sia le etichette sia i valori.

12.5.3  Creazione e modifica delle proprietà del documento di Microsoft Word‎

Creazione e modifica delle proprietà del documento

12.6  Creazione di un report

È possibile creare in modo rapido ed efficiente un report a infrarossi tramite la procedura guidata di FLIR Report Studio.

Attenersi alla procedura seguente:

12.7  Esportazione di un report

Prima di inviare il report a infrarossi al proprio client, è possibile esportarlo in uno dei seguenti formati:
  • DocX flat: consente di esportare il report come report flat con il suffisso "_flat". È comunque possibile modificare un report flat mediante comuni funzioni Microsoft Word, ma non è più possibile gestire gli oggetti immagine, campo e tabella.
  • PDF: consente di esportare il report come file PDF non modificabile.

Attenersi alla procedura seguente:

12.8  Creazione di un modello di report

È possibile creare i propri modelli di report tramite FLIR Report StudioTemplate Editor.

Attenersi alla procedura seguente:

12.9  Modifica delle impostazioni

È possibile modificare le impostazioni per le unità relative alla temperatura e alla distanza.

Attenersi alla procedura seguente:

12.10  Menu Guida

Il menu Guida include collegamenti alle risorse per il supporto e la formazione, alle informazioni sulla licenza, alla ricerca degli aggiornamenti, ecc.
Il menu Guida è disponibile nella scheda FLIR, alla voce Impostazioni.

13  Creazione di modelli di report

13.1  Info generali

In FLIR Report Studio sono disponibili svariati modelli di report (file *.dotx di Microsoft Word). Se i modelli disponibili non soddisfano le specifiche esigenze di lavoro, è possibile creare modelli di report di analisi a infrarossi personalizzati.

13.1.1  Quanti modelli di report?

Non è infrequente che venga utilizzato sempre un modello specifico per un determinato cliente. In tal caso, è possibile includere nel modello le informazioni specifiche dell'azienda del cliente, invece di immetterle manualmente dopo la generazione del report di analisi a infrarossi.
Tuttavia, se è possibile creare report di analisi a infrarossi per diversi clienti utilizzando un solo modello o al massimo alcuni modelli, non è consigliabile inserire le informazioni specifiche dell'azienda nel modello, dal momento che sarà possibile inserire facilmente tale tipo di informazioni durante la generazione del report.

13.1.2  Struttura tipica

Generalmente, un modello di report di analisi a infrarossi è costituito dai seguenti tipi di sezioni:
  • INTRODUZIONE: la copertina anteriore che, ad esempio, può includere il logo della propria azienda ed elementi di identità aziendale, il titolo del report, il nome e l'indirizzo del cliente, una tabella riepilogativa e qualunque altra immagine o informazione che si desideri includere.
  • DATI: un certo numero di pagine differenti, contenenti combinazioni di oggetti immagine termica, oggetti immagine digitale, oggetti campo, oggetti tabella, ecc. È possibile includere più sezioni DATI con diversi tipi di contenuti, ad esempio "Solo IR", "Solo visivo", "Due IR" e "Due IR + visivo".
  • FINALE: le conclusioni, i suggerimenti, la diagnosi e la descrizione riepilogativa dell'utente.

13.1.3  Una nota relativa all'utilizzo dell'ambiente di Microsoft Word‎

Poiché FLIR Word Add-in è un componente aggiuntivo di Microsoft Word, le funzioni disponibili per la creazione di un modello di documento di Microsoft Word possono essere utilizzate per la creazione di modelli di report personalizzati.
FLIR Word Add-in fornisce ulteriori comandi specifici per la gestione delle immagini e la reportistica IR, accessibili dalla scheda FLIR. Tali funzioni possono essere utilizzate, insieme alle funzionalità di Microsoft Word, per la creazione di modelli di report di analisi a infrarossi.

13.2  Creazione di un modello di report di analisi a infrarossi personalizzato

È possibile creare un modello di report in diversi modi:
  • Personalizzare un modello di report di base
  • Modificare un modello di report esistente

13.2.1  Personalizzazione di un modello di report di base

Attenersi alla procedura seguente:

13.2.2  Modifica di un documento esistente, a partire da FLIR Word Add-in‎

Attenersi alla procedura seguente:

13.2.3  Modifica di un modello esistente a partire dalla procedura guidata di FLIR Report Studio‎

Attenersi alla procedura seguente:

13.2.4  Aggiunta di più sezioni DATI

È possibile aggiungere una o più sezioni DATI nuove al modello di report, con diversi tipi di contenuti, ad esempio "Solo IR", "Solo visivo", "Due IR" e "Due IR + visivo".
Quando si utilizza un modello con più sezioni DATI nella procedura guidata di FLIR Report Studio, viene visualizzato un elenco a tendina, che consente di selezionare la sezione a cui aggiungere le immagini; vedere la sezione 9.3.2 Finestra immagine.

Attenersi alla procedura seguente:

13.2.5  Selezione di una categoria di modello

È possibile selezionare una o più categorie per il modello di report.
Una volta salvato e importato nella procedura guidata di FLIR Report Studio, il modello di report verrà visualizzato all'interno della categoria selezionata nel riquadro di sinistra della procedura guidata; vedere la sezione 9.3.1 Finestra dei modelli.

Attenersi alla procedura seguente:

14  Formati di file supportati

14.1  Formati file radiometrici

FLIR Report Studio supporta i seguenti formati di file radiometrici:
  • FLIR Systems radiometrico *.jpg.

14.2  Formati di file non radiometrici supportati

FLIR Report Studio supporta i seguenti formati di file non radiometrici:
  • *.jpg.
  • *.mp4 (file video)
  • *.avi (file video)
  • *.pdf (report).
  • *.docx (come report)
  • *.dotx (come modelli).

15  Aggiornamento del software

15.1  Info generali

È possibile aggiornare FLIR Report Studio con i service pack più recenti. È possibile eseguire questa operazione tramite la procedura guidata FLIR Report Studio e tramite FLIR Word Add-in.

15.2  Procedura

Attenersi alla procedura seguente:

16  Informazioni su FLIR Systems

FLIR Systems è stata fondata nel 1978 con l'obiettivo di sviluppare innovativi sistemi di imaging termico ad elevate prestazioni e si è affermata come leader internazionale nel settore della progettazione, produzione e distribuzione di tali sistemi per un'ampia gamma di applicazioni commerciali, industriali ed istituzionali. FLIR Systems include oggi cinque delle maggiori società che vantano straordinari risultati nel settore della tecnologia termica, dal 1958: la svedese AGEMA Infrared Systems (precedentemente nota come AGA Infrared Systems), le tre aziende statunitensi Indigo Systems, FSI e Inframetrics, nonché la società francese Cedip.
Nel 2007, FLIR Systems ha acquisito diverse società con esperienza a livello mondiale nel settore delle tecnologie dei sensori:
  • Extech Instruments (2007)
  • Ifara Tecnologías (2008)
  • Salvador Imaging (2009)
  • OmniTech Partners (2009)
  • Directed Perception (2009)
  • Raymarine (2010)
  • ICx Technologies (2010)
  • TackTick Marine Digital Instruments (2011)
  • Aerius Photonics (2011)
  • Lorex Technology (2012)
  • Traficon (2012)
  • MARSS (2013)
  • DigitalOptics (azienda nel settore della microottica) (2013)
  • DVTEL (2015)
  • Point Grey Research (2016)
  • Prox Dynamics (2016)
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Figura 16.1  Documenti di brevetto dagli inizi degli anni 1960

FLIR Systems dispone di tre stabilimenti produttivi negli Stati Uniti (Portland, OREGON, Boston, MASSACHUSSETS, Santa Barbara, CALIFORNIA) e uno in Svezia (Stoccolma). Dal 2007 ha uno stabilimento produttivo anche a Tallinn, Estonia. È inoltre presente con uffici commerciali in Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Italia, Giappone, Corea, Svezia e USA, i quali, coadiuvati da una rete mondiale di agenti e distributori, supportano la base di clienti internazionali della società.
FLIR Systems è una società innovativa nel settore delle termocamere ad infrarossi in grado di anticipare la domanda del mercato migliorando costantemente i prodotti esistenti e sviluppandone di nuovi. La storia della società è costellata di importanti innovazioni che hanno segnato tappe fondamentali nella progettazione e nello sviluppo del prodotto, quali, ad esempio, l'introduzione della prima termocamera portatile a batteria per le ispezioni industriali e della prima termocamera ad infrarossi senza raffreddamento, solo per citarne un paio.
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Figura 16.2  1969: Thermovision Modello 661. La termocamera pesava circa 25 kg, l'oscilloscopio 20 kg e lo stativo 15 kg. L'operatore inoltre doveva procurarsi un gruppo elettrogeno da 220 VCA ed un contenitore da 10 litri con azoto liquido. Alla sinistra dell'oscilloscopio è visibile l'attacco Polaroid (6 kg.

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Figura 16.3  2015: FLIR One, un accessorio per telefoni cellulari iPhone ed Android. Peso: 90 g.

FLIR Systems produce autonomamente i principali componenti meccanici ed elettronici delle proprie termocamere. Tutte le fasi della produzione, dalla progettazione dei rilevatori alla produzione delle lenti e dell'elettronica di sistema, fino alla calibrazione ed al collaudo finali, vengono eseguite sotto la supervisione di tecnici specializzati in tecnologie ad infrarossi, la cui elevata competenza garantisce la precisione e l'affidabilità di tutti i componenti cruciali assemblati nella termocamera.

16.1  Molto di più di una semplice termocamera ad infrarossi

L'obiettivo di FLIR Systems non consiste semplicemente nella produzione dei migliori sistemi per termocamere. Ci impegniamo infatti per migliorare la produttività di tutti gli utenti dei nostri sistemi offrendo loro una combinazione di eccezionale potenza di software e termocamere. Il nostro software è specificatamente progettato per consentire la manutenzione preventiva, mentre il monitoraggio dei processi di ricerca e sviluppo viene realizzato internamente all'azienda. La maggior parte del software è disponibile in più lingue.
A corredo delle termocamere prodotte dall'azienda, viene fornita un'ampia gamma di accessori che consentono di adattare l'apparecchiatura acquistata a qualunque tipo di utilizzo.

16.2  Le competenze della società a disposizione del cliente

Nonostante le termocamere prodotte da Flir Systems siano progettate per essere di semplice utilizzo, la termografia è un settore molto complesso e non è sufficiente saper utilizzare la termocamera. FLIR Systems ha pertanto creato il centro di addestramento ITC (Infrared Training Center), un'unità operativa distinta che si occupa di fornire corsi di formazione certificati. Partecipando ad uno dei corsi organizzati dall'ITC, gli operatori acquisiscono l'esperienza pratica necessaria.
Il personale dell'ITC fornisce inoltre il supporto applicativo necessario per passare dalla teoria alla pratica.

16.3  Una società dedicata al supporto dei clienti

FLIR Systems gestisce una rete mondiale di servizi volti a mantenere sempre operative le termocamere fornite. Se si verifica un problema, i centri di assistenza locali dispongono delle attrezzature e del know-how necessari per risolverlo nel più breve tempo possibile. Non è pertanto necessario inviare lontano la termocamera o parlare con operatori che non capiscono l'italiano.

17  Termini, leggi e definizioni

Termine

Definizione

Assorbimento ed emissione1
La capacità di un oggetto di assorbire l'energia irradiata incidente è sempre uguale alla capacità di emettere la propria energia come radiazione.
Calibrazione termica
Il processo di collocazione dei colori dell'immagine sull'oggetto dell'analisi, per ottenere il massimo del contrasto.
Calore
Energia termica trasferita tra due oggetti (sistemi) a causa della loro differenza di temperatura.
Conduzione
Il trasferimento diretto dell'energia termica da una molecola all'altra, dovuto alle collisioni tra le molecole.
Conservazione dell'energia2
La somma dell'energia totale contenuta in un sistema chiuso è costante.
Convezione
Scambio termico in cui un fluido viene posto in movimento per gravità o tramite altre forze, trasferendo il calore da un posto ad un altro.
Diagnostica
Esame di sintomi e sindromi finalizzato a determinare la natura di guasti o errori.3
Direzione del trasferimento di calore4
Il calore passa spontaneamente dal corpo più caldo a quello più freddo, trasferendo quindi l'energia termica da un posto ad un altro.5
Emissività
Il rapporto tra l'energia irradiata da un corpo reale e quella irradiata da un corpo nero alla stessa temperatura e alla stessa lunghezza d'onda.6
Energia termica
L'energia cinetica totale delle molecole che compongono l'oggetto.7
Gradiente termico
Variazione graduale della temperatura al variare della distanza.8
Isoterma
Sostituisce alcuni colori nella scala con un colore contrastante. Segna un intervallo di temperatura apparente uguale.9
Radiazione incidente
Radiazione che colpisce un oggetto dall'ambiente circostante.
Radiazione uscente
La radiazione che lascia la superficie di un oggetto, indipendentemente dalle sue sorgenti originali.
Risoluzione spaziale
Capacità di una termocamera ad infrarossi di risolvere piccoli oggetti o dettagli.
Tasso di trasferimento del calore10
Il tasso di trasferimento del calore in condizioni di equilibrio stabile è direttamente proporzionale alla conducibilità termica dell'oggetto, all'area della sezione trasversale dell'oggetto attraverso il quale passa il calore e alla differenza di temperatura tra le due estremità dell'oggetto. È inversamente proporzionale alla lunghezza o allo spessore dell'oggetto.11
Tavolozza colori
Assegna colori diversi per indicare livelli specifici di temperatura apparente. Le tavolozze possono offrire un contrasto alto o basso, a seconda dei colori utilizzati.
Temperatura
La misura dell'energia cinetica media delle molecole e degli atomi che compongono la sostanza.
Temperatura apparente
Lettura non compensata di uno strumento ad infrarossi, contenente tutta la radiazione incidente sullo strumento, indipendentemente dalle sue sorgenti12
Temperatura apparente riflessa
Temperatura apparente dell'ambiente riflessa dalla destinazione nella termocamera ad infrarossi.13
Termografia ad infrarossi
Il processo di acquisizione e analisi dei dati termici ottenuti da dispositivi di imaging termico senza contatto.
Termografia qualitativa
La termografia che si basa sull'analisi di modelli termici per rilevare l'esistenza di anomalie e per localizzarle.14
Termografia quantitativa
La termografia che utilizza la misurazione della temperatura per determinare la gravità di un'anomalia, al fine di stabilire le priorità delle riparazioni.15
Trasferimento radiativo del calore
Trasferimento del calore tramite emissione e assorbimento della radiazione termica.

18  Tecniche di misurazione termografica

18.1  Introduzione

La termocamera consente di misurare e rappresentare la radiazione infrarossa emessa da un oggetto. La radiazione è una funzione della temperatura superficiale di un oggetto e la termocamera è in grado di calcolare e visualizzare tale temperatura.
Tuttavia, la radiazione rilevata dalla termocamera non dipende soltanto dalla temperatura dell'oggetto, ma è anche una funzione dell'emissività. La radiazione ha origine anche nelle zone circostanti l'oggetto e viene riflessa sull'oggetto stesso. La radiazione emessa dall'oggetto e quella riflessa variano anche in base all'assorbimento atmosferico.
Per rilevare la temperatura con precisione, è opportuno ovviare agli effetti provocati dalla presenza di diverse sorgenti di radiazione. Questa procedura viene eseguita automaticamente in tempo reale dalla termocamera. Tuttavia, è necessario che la termocamera disponga dei seguenti parametri che si riferiscono agli oggetti.
  • L'emissività dell'oggetto
  • La temperatura apparente riflessa
  • La distanza tra l'oggetto e la termocamera
  • L'umidità relativa
  • La temperatura dell'atmosfera

18.2  Emissività

Poiché l'emissività è il parametro più importante dell'oggetto, è necessario che venga impostato correttamente. In breve, l'emissività è una misura che si riferisce alla quantità di radiazione termica emessa da un oggetto, comparata a quella emessa da un corpo nero perfetto alla stessa temperatura.
Generalmente, i materiali di cui sono composti gli oggetti e i trattamenti effettuati sulle superfici presentano emissività comprese tra 0,1 e 0,95. Una superficie particolarmente lucida, ad esempio uno specchio, presenta un valore inferiore a 0,1, mentre una superficie ossidata o verniciata ha un livello di emissività superiore. Una vernice a base di olio ha un'emissività superiore a 0,9 nello spettro infrarosso, indipendentemente dal suo colore nello spettro visivo. La pelle umana è caratterizzata da un livello di emissività compreso fra 0,97 e 0,98.
I metalli non ossidati rappresentano un caso estremo di opacità perfetta e di elevata riflessività, la quale non subisce variazioni rilevanti al variare della lunghezza d'onda. Di conseguenza, l'emissività dei metalli è bassa: aumenta infatti solo con la temperatura. Per i non metalli, l'emissività tende ad essere elevata e a diminuire con la temperatura.

18.2.1  Come stabilire l'emissività di un campione

18.2.1.1  Passaggio 1: determinazione della temperatura apparente riflessa

Utilizzare uno dei due metodi seguenti per determinare la temperatura apparente riflessa:
18.2.1.1.1  Metodo 1: metodo diretto
Non è possibile utilizzare una termocoppia per misurare la temperatura apparente riflessa, dato che una termocoppia misura la temperatura, ma la temperatura apparente è la l'intensità di radiazione.
18.2.1.1.2  Metodo 2: metodo del riflettore

18.2.1.2  Passaggio 2: determinazione dell'emissività

18.3  Temperatura apparente riflessa

Questo parametro viene utilizzato per bilanciare la radiazione riflessa nell'oggetto. Se l'emissività è bassa ed la temperatura dell'oggetto sensibilmente diversa da quella riflessa, risulta particolarmente importante impostare e bilanciare correttamente la temperatura apparente riflessa.

18.4  Distanza

Per distanza si intende la distanza esistente tra l'oggetto e l'obiettivo della termocamera. Questo parametro viene utilizzato per ovviare alle due condizioni seguenti:
  • La radiazione del soggetto viene assorbita dall'atmosfera compresa fra l'oggetto e la termocamera.
  • La termocamera rileva la radiazione dell'atmosfera stessa.

18.5  Umidità relativa

La termocamera consente anche di ovviare al fatto che la trasmittanza dipende in una certa misura dall'umidità relativa dell'atmosfera. Pertanto, è necessario impostare l'umidità relativa sul valore corretto. Per brevi distanze ed un'umidità normale, è in genere possibile utilizzare il valore predefinito dell'umidità relativa pari al 50%.

18.6  Altri parametri

Alcune termocamere e programmi di analisi di FLIR Systems consentono anche di effettuare compensazioni per i seguenti parametri:
  • Temperatura atmosferica, ossia la temperatura atmosferica tra la termocamera e l'oggetto.
  • Temperatura ottiche esterne, ossia la temperatura di obiettivi esterni o finestre utilizzati nella parte anteriore della termocamera.
  • Trasmittanza ottiche esterne, ossia la trasmissione di obiettivi esterni o finestre utilizzati nella parte anteriore della termocamera

19  Storia della tecnologia ad infrarossi

Fino a 200 anni fa circa, non si sospettava neanche l'esistenza della porzione ad infrarossi dello spettro elettromagnetico. Il significato originale dello spettro infrarosso o, come spesso viene chiamato, semplicemente "infrarosso", come forma di irradiazione di calore è forse meno ovvio oggi di quanto non lo fosse ai tempi in cui è stato scoperto da Herschel, nel 1800.
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Figura 19.1  Sir William Herschel (1738–1822)

La scoperta avvenne accidentalmente durante la ricerca di un nuovo materiale ottico. Sir William Herschel, astronomo reale del re Giorgio III d'Inghilterra e già famoso per aver scoperto il pianeta Urano, era alla ricerca di un filtro ottico in grado di ridurre la luminosità dell'immagine del sole nei telescopi durante le osservazioni. Mentre provava diversi campioni di vetro colorato che fornivano analoghe riduzioni di luminosità, fu attratto dalla constatazione che alcuni di questi campioni filtravano quantità ridotte del calore del sole, mentre altri ne filtravano così tanto che egli rischiò di ferirsi gli occhi dopo solo pochi secondi di osservazione.
Herschel si convinse presto della necessità di condurre un esperimento sistematico, con l'obiettivo di individuare un unico materiale in grado di ridurre la luminosità ai valori desiderati ed allo stesso tempo di ridurre al massimo il calore. All'inizio, i suoi esperimenti si basarono sull'esperimento del prisma condotto da Newton, ma furono rivolti più all'effetto termico che alla distribuzione visiva dell'intensità nello spettro. Herschel annerì con inchiostro il bulbo di un termometro sensibile contenente mercurio e lo utilizzò come rilevatore di radiazioni per studiare l'effetto termico dei vari colori dello spettro, definiti in base ad una tabella, mediante il passaggio di luce solare attraverso un prisma di vetro. Altri termometri, collocati al riparo dai raggi del sole, servivano da elementi di controllo.
Man mano che il termometro annerito veniva spostato lentamente lungo i colori dello spettro, i valori della temperatura mostravano un aumento costante passando dal violetto al rosso. Il risultato non era del tutto imprevisto, considerato che il ricercatore italiano Landriani aveva osservato lo stesso effetto in un esperimento analogo condotto nel 1777. Fu Herschel, tuttavia, il primo a riconoscere l'esistenza di un punto in cui l'effetto termico raggiunge un massimo e che le misurazioni limitate alla porzione visibile dello spettro non erano in grado di individuare questo punto.
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Figura 19.2  Marsilio Landriani (1746–1815)

Spostando il termometro nella regione scura, oltre l'estremità rossa dello spettro, Herschel ebbe la conferma che il calore continuava ad aumentare. Il punto massimo venne individuato da Herschel ben oltre l'estremità rossa, in quelle che oggi chiamiamo le “lunghezze d'onda degli infrarossi”.
Quando Herschel compì la sua scoperta, denominò questa nuova porzione dello spettro elettromagnetico “spettro termometrico”,. Definì la radiazione stessa a volte come “calore nero”, a volte semplicemente come “raggi invisibili”. Paradossalmente, e contrariamente a quanto si pensa, non fu Herschel ad introdurre il termine “infrarosso”. La parola cominciò a comparire nei testi circa 75 anni più tardi e non è stato ancora chiarito a chi attribuirne la paternità.
L'uso del vetro nel prisma fatto da Herschel nel suo primo esperimento originale sollevò alcune dispute tra i suoi contemporanei sull'esistenza effettiva delle lunghezze d'onda degli infrarossi. Diversi ricercatori, nel tentativo di confermare i risultati del suo lavoro, utilizzarono indiscriminatamente vari tipi di vetro, ottenendo trasparenze diverse nell'infrarosso. Nei suoi esperimenti successivi, Herschel si rese conto della trasparenza limitata del vetro rispetto alla radiazione termica recentemente scoperta e fu costretto a concludere che l'ottica per l'infrarosso era probabilmente determinata esclusivamente dall'uso di elementi riflessivi, quali specchi piani o curvati. Fortunatamente, ciò si dimostrò vero solo fino al 1830, quando il ricercatore italiano Melloni fece una scoperta molto importante: il salgemma presente in natura (NaCl), contenuto nei cristalli naturali sufficientemente grandi per produrre lenti e prismi, è notevolmente trasparente all'infrarosso. Il risultato fu che il salgemma divenne il principale materiale ottico infrarosso nei successivi cento anni, fino a quando non si perfezionò la produzione di cristalli sintetici negli anni '30 del XX secolo.
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Figura 19.3  Macedonio Melloni (1798–1854)

I termometri utilizzati come rilevatori di radiazioni rimasero immutati fino al 1829, anno in cui Nobili inventò la termocoppia. (Il termometro di Herschel poteva segnare fino a 0,2 °C di temperatura, i modelli successivi fino a 0,05 °C). Grazie a Melloni, che collegò una serie di termocoppie in sequenza per formare la prima termopila, si realizzò una svolta decisiva. Il nuovo dispositivo era almeno 40 volte più sensibile del miglior termometro disponibile allora per il rilevamento dell'irradiazione di calore, in grado di rilevare il calore di una persona a tre metri di distanza.
La prima cosiddetta “immagine del calore” fu possibile nel 1840, frutto del lavoro di Sir John Herschel, figlio dello scopritore dell'infrarosso e già famoso astronomo. In base all'evaporazione differenziale di una sottile pellicola di olio esposta ad un modello termico, l'immagine termica poteva essere visualizzata dalla luce riflessa, laddove l'interferenza della pellicola di olio rendeva l'immagine visibile all'occhio umano. Sir John riuscì inoltre ad ottenere un primitivo risultato di immagine termica su carta, che denominò “termografia”.
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Figura 19.4  Samuel P. Langley (1834–1906)

Il perfezionamento della sensibilità del rilevatore di raggi infrarossi proseguì lentamente. Un'altra scoperta importante, il cui autore fu Langley nel 1880, fu l'invenzione del bolometro. Questo strumento era costituito da una sottile striscia annerita di platino collegata ad un ramo di un circuito a ponte Wheatstone, esposta alle radiazioni dei raggi infrarossi e collegata ad un galvanometro sensibile. Allo strumento era stata attribuita la capacità di rilevare il calore di una mucca ad una distanza di 400 metri.
Lo scienziato inglese Sir James Dewar fu il primo ad introdurre l'uso di gas liquefatti come agenti di raffreddamento, come l'azoto liquido ad una temperatura di -196°C nella ricerca sulle basse temperature. Nel 1892 inventò un contenitore a chiusura ermetica in cui era possibile conservare gas liquefatti per giorni interi. Il comune "thermos", utilizzato per conservare bevande calde o fredde, si basa su questa invenzione.
Tra il 1900 e il 1920, venne "scoperto" l'infrarosso. Furono concessi molti brevetti per dispositivi in grado di rilevare individui, artiglieria, velivoli, navi e perfino iceberg. Il primo sistema operativo, nel senso moderno, venne sviluppato durante la prima guerra mondiale (1914-18), quando entrambe le parti in conflitto conducevano programmi di ricerca dedicati allo sfruttamento militare dell'infrarosso. Questi programmi includevano sistemi sperimentali per il rilevamento di intrusioni nemiche, il rilevamento della temperatura di oggetti lontani, le comunicazioni sicure e la guida dei "missili guidati". Un sistema di ricerca ad infrarossi collaudato durante questo periodo era in grado di rilevare un velivolo in avvicinamento ad una distanza di 1,5 km o una persona a più di 300 metri.
In questo periodo, i sistemi più sensibili furono tutti basati su variazioni dell'idea di bolometro, ma fu nel periodo tra le due guerre che si assistette allo sviluppo di due nuovi rilevatori di raggi infrarossi rivoluzionari: il convertitore di immagini e il rilevatore di fotoni. All'inizio, il convertitore di immagini ricevette un'estrema attenzione da parte del settore militare, perché consentì per la prima volta nella storia, letteralmente, di “vedere nel buio”. Tuttavia, la sensibilità del convertitore di immagini era limitata alle lunghezze d'onda degli infrarossi vicini e gli obiettivi militari più interessanti, i soldati nemici, dovevano essere illuminati da raggi di ricerca ad infrarossi. Considerato che ciò comportava il rischio di annullare il vantaggio dell'osservatore perché il nemico poteva essere analogamente equipaggiato, è comprensibile che l'interesse militare per il convertitore di immagini alla fine diminuì.
Gli svantaggi militari tattici dei cosiddetti sistemi di imaging termico “attivi”, vale a dire attrezzati con raggi di ricerca, fornirono l'occasione dopo la seconda guerra mondiale per ulteriori ricerche sugli infrarossi coperte da segreto militare, mirati allo sviluppo di sistemi “passivi”, privi di raggi di ricerca, basati sul rilevatore di fotoni particolarmente sensibile. Durante questo periodo, i regolamenti sul segreto militare impedirono la diffusione della tecnologia di imaging ad infrarossi. Solo alla metà degli anni '50 il segreto fu rimosso e i dispositivi di imaging termico cominciarono ad essere disponibili per la scienza e l'industria civili.

20  Teoria della termografia

20.1  Introduzione

Gli argomenti riguardanti le radiazioni infrarosse e la relativa tecnica termografica sono spesso poco noti a molti utilizzatori di termocamere ad infrarossi. In questa sezione viene fornita una descrizione della teoria che sottende il concetto di termografia.

20.2  Lo spettro elettromagnetico

Lo spettro elettromagnetico è suddiviso arbitrariamente in un certo numero di regioni classificate in base alla lunghezza d'onda e denominate bande, distinte a seconda dei metodi utilizzati per emettere e rilevare le radiazioni. Non esiste alcuna differenza sostanziale tra le radiazioni presenti nelle diverse bande dello spettro elettromagnetico: tutte sono governate dalle stesse leggi e le sole differenze sono quelle determinate dalle diverse lunghezze d'onda.
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Figura 20.1  Lo spettro elettromagnetico. 1: raggi X; 2: ultravioletto; 3: luce visibile; 4: infrarosso; 5: microonde; 6: onde radio.

La termografia utilizza la banda spettrale dell'infrarosso. Il confine delle onde corte è situato al limite della percezione visiva, nella parte rossa dello spettro. Il confine delle onde lunghe si fonde con la lunghezza d'onda delle microonde radio, nell'intervallo delle onde millimetriche.
La banda dell'infrarosso è spesso ulteriormente suddivisa in quattro bande più piccole, i cui confini vengono anch'essi scelti in modo arbitrario. Le bande comprendono: infrarosso vicino (0,75–3 μm), infrarosso medio (3–6 μm), infrarosso lontano (6–15 μm) e infrarosso estremo (15–100 μm). Anche se le lunghezze d'onda sono espresse in μm (micrometri), per misurare la lunghezza d'onda in questa regione dello spettro è spesso possibile utilizzare anche altre unità di misura, ad esempio nanometri (nm) ed Ångström (Å).
Il rapporto tra le diverse unità di misura della lunghezza d'onda è:
formula

20.3  Radiazione del corpo nero

Per corpo nero si intende un oggetto che assorbe tutte le radiazioni che lo colpiscono ad una lunghezza d'onda qualsiasi. L'utilizzo dell'apparente termine improprio nero, riferito ad un oggetto che emette radiazioni, è spiegato dalla legge di Kirchhoff (Gustav Robert Kirchhoff, 1824–1887) la quale afferma che un corpo in grado di assorbire tutte le radiazioni ad una lunghezza d'onda qualsiasi è ugualmente in grado di emettere radiazioni.
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Figura 20.2  Gustav Robert Kirchhoff (1824–1887)

La costruzione della sorgente di un corpo nero è, in linea di massima, molto semplice. Le caratteristiche delle radiazioni dell'apertura di una cavità isotermica costituita da un materiale opaco assorbente, rappresentano quasi esattamente le proprietà di un corpo nero. Un'applicazione pratica del principio per la costruzione di un perfetto assorbitore di radiazioni, è rappresentata da una scatola nascosta alla luce ad eccezione di un'apertura su uno dei lati. Qualsiasi tipo di radiazione entri successivamente all'interno del foro viene diffuso ed assorbito da ripetute riflessioni, in modo che solo una frazione infinitesimale possa sfuggire. L'oscurità ottenuta in corrispondenza dell'apertura è quasi simile ad un corpo nero e pressoché perfetta per tutte le lunghezze d'onda.
Se la cavità isotermica viene riscaldata adeguatamente, questa diventa ciò che si definisce un radiatore a cavità. Una cavità isotermica riscaldata ad una temperatura uniforme genera la radiazione di un corpo nero, le cui caratteristiche vengono stabilite unicamente in base alla temperatura della cavità. Tali radiatori di cavità vengono comunemente usati in laboratorio come sorgenti di radiazione negli standard di riferimento della temperatura per la calibrazione di strumenti termografici, quali ad esempio le termocamere FLIR Systems.
Se la temperatura della radiazione del corpo nero aumenta raggiungendo un valore superiore a 525 °C, la sorgente comincia a diventare visibile in modo da non apparire più nera all'occhio umano. Questo rappresenta la temperatura del radiatore che inizialmente è rossa e successivamente diventa arancione o gialla quando aumenta ulteriormente. Infatti, per temperatura di colore di un oggetto si intende la temperatura che un corpo nero dovrebbe raggiungere per avere lo stesso aspetto.
Si considerino ora tre espressioni che descrivono la radiazione emessa da un corpo nero.

20.3.1  La legge di Planck

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Figura 20.3  Max Planck (1858–1947)

Max Planck (1858–1947) fu in grado di descrivere la distribuzione spettrale della radiazione emessa da un corpo nero mediante la formula seguente:
formula
dove:
Wλb
Emittanza energetica spettrale del corpo nero alla lunghezza d'onda λ.
c
Velocità della luce = 3 × 108 m/s
h
Costante di Planck = 6,6 × 10-34 Joule sec.
k
Costante di Boltzmann = 1,4 × 10-23 Joule/K.
T
Temperatura assoluta (K) di un corpo nero.
λ
Lunghezza d'onda (μm).
La formula di Planck, se rappresentata graficamente per le diverse temperature, genera una famiglia di curve. Seguendo una qualsiasi curva di Planck, l'emittanza spettrale è zero per λ = 0, successivamente aumenta rapidamente fino a raggiungere il massimo in corrispondenza della lunghezza d'onda λmax e, dopo averla raggiunta, si avvicina nuovamente a zero per lunghezze d'onda elevate. Maggiore è la temperatura, minore è la lunghezza d'onda alla quale si raggiunge il massimo.
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Figura 20.4  Emittanza energetica spettrale di un corpo nero, secondo la legge di Planck, rappresentata graficamente per diverse temperature assolute. 1:Emittanza energetica spettrale (W/cm2 × 103(μm)); 2: Lunghezza d'onda (μm)

20.3.2  La legge di spostamento di Wien

Differenziandosi dalla formula di Planck relativamente a λ, e trovando il massimo, si ottiene:
formula
La formula di Wien (Wilhelm Wien, 1864-1928) descritta precedentemente rappresenta matematicamente l'osservazione comune in base alla quale i colori variano dal rosso all'arancione o al giallo con l'aumentare della temperatura di un radiatore termico. La lunghezza d'onda del colore è la stessa lunghezza calcolata per λmax. Una buona approssimazione del valore di λmax per una data temperatura del corpo nero si ottiene applicando la regola empirica 3 000/T μm. Per questo, una stella molto calda come Sirio (11.000 K), che emette una luce bianca tendente al blu, irradia con il picco di emittanza energetica spettrale che si sviluppa all'interno dello spettro invisibile dell'ultravioletto, alla lunghezza d'onda di 0,27 μm.
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Figura 20.5  Wilhelm Wien (1864–1928)

Il sole (circa 6.000°K) emette luce gialla, raggiungendo il picco a circa 0,5 μm nella parte centrale dello spettro di luce visibile.
A temperatura ambiente (300 °K), il picco di emittanza spettrale si trova a 9,7 μm, negli infrarossi lontani, mentre alla temperatura dell'azoto liquido (77 °K) il massimo della quantità di emittanza spettrale, peraltro pressoché insignificante, si raggiunge a 38 μm, nelle lunghezze d'onda degli infrarossi estremi.
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Figura 20.6  Curve di Planck rappresentate graficamente su scale semilogaritmiche da 100 °K a 1000 °K. La linea tratteggiata rappresenta il punto di massima emittanza spettrale per ogni valore di temperatura, come descritto dalla legge di Wien. 1: Emittanza energetica spettrale (W/cm2 (μm)); 2: Lunghezza d'onda (μm).

20.3.3  Legge di Stefan-Boltzmann

Integrando la formula di Planck da λ = 0 a λ = ∞, è possibile ottenere l'emittanza radiante totale (Wb) di un corpo nero:
formula
La formula di Stefan-Boltzmann (Josef Stefan, 1835–1893 e Ludwig Boltzmann, 1844–1906), descritta precedentemente afferma che la quantità totale di energia emessa da un corpo nero è proporzionale alla temperatura assoluta elevata alla quarta potenza. Graficamente, Wb rappresenta l'area al di sotto della curva di Planck relativa a una data temperatura. È possibile dimostrare che l'emittanza radiante compresa nell'intervallo da λ = 0 to λmax è solo il 25% del totale, il che rappresenta quasi la quantità della radiazione solare presente nello spettro di luce visibile.
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Figura 20.7  Josef Stefan (1835–1893) e Ludwig Boltzmann (1844–1906)

Se si utilizza la formula di Stefan-Boltzmann per calcolare l'energia irradiata dal corpo umano, a una temperatura di 300 K ed una superficie esterna di circa 2 m2, è possibile ottenere 1 kW. Questa perdita di energia non potrebbe essere sostenuta se non esistesse l'assorbimento di compensazione della radiazione dalle superfici circostanti, a temperature ambiente che non variano troppo drasticamente rispetto alla temperatura corporea, oppure, naturalmente, dall'aggiunta di indumenti.

20.3.4  Emettitori diversi dai corpi neri

Finora sono stati descritti solo i radiatori di corpo nero e la radiazione emessa da un corpo nero. Tuttavia, su una regione di lunghezza d'onda estesa, gli oggetti reali non rispettano quasi mai le leggi sopra illustrate – anche se tali oggetti, in taluni intervalli spettrali, potrebbero comportarsi come un corpo nero. Ad esempio, un dato tipo di vernice bianca può apparire perfettamente bianca nello spettro di luce visibile, ma diventa distintamente grigia a circa 2 μm, mentre oltre i 3 μm è pressoché nera.
Tre sono i processi che possono verificarsi e che impediscono a un oggetto reale di comportarsi come un corpo nero: una frazione della radiazione incidente α può essere assorbita, una frazione ρ può essere riflessa, mentre un'altra τ può essere trasmessa. Poiché tali fattori dipendono più o meno dalla lunghezza d'onda, l'indice λ viene utilizzato per stabilire la dipendenza spettrale delle loro definizioni. Pertanto:
  • Assorbimento spettrale αλ= rapporto tra il flusso radiante spettrale assorbito da un oggetto e quello incidente;
  • Riflessione spettrale ρλ= il rapporto tra il flusso radiante spettrale riflesso da un oggetto e quello incidente;
  • Trasmissione spettrale τλ= il rapporto tra il flusso radiante spettrale trasmesso da un oggetto e quello incidente;
La somma di questi tre fattori va sempre aggiunta al totale a qualsiasi lunghezza d'onda, in modo da ottenere la seguente relazione:
formula
Per i materiali opachi τλ = 0 quindi la relazione si semplifica in:
formula
Un altro fattore, denominato emissività, è necessario per descrivere la frazione ε dell'emittanza radiante di un corpo nero prodotta da un oggetto a una data temperatura. Si ottiene quindi la definizione seguente:
L'emissività spettrale ελ= il rapporto tra il flusso energetico spettrale emesso da un oggetto e quello emesso da un corpo nero alla stessa temperatura e lunghezza d'onda.
Il rapporto tra l'emittanza spettrale di un oggetto e quella di un corpo nero può essere descritto mediante la seguente formula matematica:
formula
In generale, esistono tre tipi di sorgenti di radiazione, distinti in base alle modalità in cui l'emittanza spettrale di ciascuno varia con il variare della lunghezza d'onda.
  • Un corpo nero, per cui ελ = ε = 1
  • Un corpo grigio, per cui ελ = ε = costante inferiore a 1
  • Un radiatore selettivo per cui ε varia in base alla lunghezza d'onda
In base alla legge di Kirchhoff, per qualsiasi materiale, l'emissività e l'assorbimento spettrali di un corpo sono uguali per qualsiasi temperatura e lunghezza d'onda specificate. In formula:
formula
Da questo si ottiene, per un materiale opaco (poiché αλ + ρλ = 1):
formula
Per i materiali particolarmente lucidi ελ tende a zero in modo che, per un materiale perfettamente riflettente (ad esempio uno specchio) si avrà:
formula
Per il radiatore di un corpo grigio, la formula di Stefan-Boltzmann diventa:
formula
La formula dimostra che il potere emissivo totale di un corpo grigio è identico a quello di un corpo nero alla stessa temperatura ridotta in proporzione al valore di ε del corpo grigio.
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Figura 20.8  Emittanza energetica spettrale di tre tipi di radiatori. 1: emittanza energetica spettrale; 2: lunghezza d'onda; 3: corpo nero; 4: radiatore selettivo; 5: corpo grigio.

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Figura 20.9  Emissività spettrale di tre tipi di radiatori. 1: emissività spettrale; 2: lunghezza d'onda; 3: corpo nero; 4: corpo grigio; 5: radiatore selettivo.

20.4  Materiali semitrasparenti agli infrarossi

Si consideri ora un corpo non metallico semitrasparente, ad esempio una spessa lastra di materiale plastico. Quando la lastra viene riscaldata, la radiazione generata al suo interno si propaga attraverso il materiale fino a raggiungere le superfici in cui la radiazione viene parzialmente assorbita. Inoltre, quando la radiazione raggiunge la superficie, una parte di essa viene nuovamente riflessa verso l'interno e parzialmente assorbita, ma una parte di questa radiazione raggiunge l'altra superficie attraverso cui fuoriesce in gran parte, mentre un'altra sua parte viene nuovamente riflessa. Anche se le riflessioni progressive diventano sempre più deboli, è necessario sommarle quando si calcola l'emittanza totale della lastra. Quando viene eseguita la somma della serie geometrica ottenuta, l'emissività effettiva di una lastra semitrasparente è data da:
formula
Quando la lastra diventa opaca questa formula viene così semplificata:
formula
Quest'ultima relazione risulta particolarmente utile, poiché spesso è più semplice misurare direttamente la riflettanza piuttosto che l'emissività.

21  La formula di misurazione

Come illustrato in precedenza, quando è in azione, la termocamera riceve radiazioni anche da sorgenti diverse dall'oggetto sotto osservazione. Le radiazioni provengono inoltre dall'area circostante l'oggetto, riflessa tramite la superficie dell'oggetto stesso. Queste radiazioni vengono attenuate, in qualche misura, dall'atmosfera nel percorso di misurazione. A queste deve aggiungersi un terzo tipo proveniente dall'atmosfera stessa.
La descrizione della situazione di misurazione, come illustrata nella figura seguente, è sufficientemente fedele alle condizioni reali. È possibile che siano stati trascurati alcuni elementi, come la dispersione di luce solare nell'atmosfera o le radiazioni vaganti provenienti da sorgenti di radiazione intensa, esterne al campo visivo. Tali interferenze sono difficili da quantificare e comunque, nella maggior parte dei casi, sono talmente piccole da poter essere trascurate. Qualora non fossero così trascurabili, la configurazione della misurazione sarebbe probabilmente tale da causare rischi di interferenze, quanto meno all'occhio di un operatore esperto. È quindi responsabilità dell'operatore modificare la situazione di misurazione per evitare interferenze, modificando ad esempio la direzione di visualizzazione, schermando le sorgenti di radiazione intensa e così via.
In base a quanto chiarito, è possibile utilizzare la figura sotto riportata per ottenere una formula per il calcolo della temperatura di un oggetto in base al segnale di uscita della termocamera calibrata.
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Figura 21.1  Una rappresentazione schematica della situazione di misurazione termografica generale.1: area circostante; 2: oggetto; 3: atmosfera; 4: termocamera

Si supponga che l'energia irradiata ricevuta W dalla sorgente di un corpo nero di temperatura Tsource su distanze corte generi un segnale di uscita della termocamera Usource, proporzionale all'energia in entrata (termocamera ad energia lineare). È quindi possibile scrivere (Equazione 1):
formula
o con notazione semplificata:
formula
dove C è una costante.
Se la sorgente è un corpo grigio con emittanza ε, la radiazione ricevuta sarà di conseguenza εWsource.
È ora possibile scrivere i tre termini dell'energia irradiata ricevuta:
È ora possibile scrivere l'energia irradiata totale ricevuta (Equazione 2):
formula
Moltiplicare ciascun termine per la costante C dell'Equazione 1 e sostituire i prodotti CW con il valoreU corrispondente, in base alla medesima equazione, quindi ricavare (Equazione 3):
formula
Risolvere l'Equazione 3 per Uobj (Equazione 4):
formula
Questa è la formula di misurazione generale utilizzata da tutte le apparecchiature termografiche FLIR Systems. I valori di tensione della formula sono:

Tabella 21.1  Tensioni

Uobj
Tensione di uscita calcolata della termocamera per un corpo nero di temperatura Tobj, vale a dire una tensione direttamente convertibile nella temperatura reale dell'oggetto desiderato.
Utot
Tensione di uscita misurata della termocamera per il caso specifico.
Urefl
Tensione di uscita teorica della termocamera per un corpo nero di temperatura Trefl in base alla calibrazione.
Uatm
Tensione di uscita teorica della termocamera per un corpo nero di temperatura Tatm in base alla calibrazione.
L'operatore deve fornire i valori di una serie di parametri per il calcolo:
  • l'emittanza dell'oggetto ε
  • l'umidità relativa
  • Tatm
  • la distanza dell'oggetto (Dobj)
  • la temperatura (effettiva) dell'area circostante l'oggetto o la temperatura ambientale riflessa Trefl
  • la temperatura dell'atmosfera Tatm
A volte, tale compito può risultare oneroso per l'operatore, poiché in genere non è facile ricavare i valori precisi dell'emittanza e della trasmittanza atmosferica per il caso specifico. In genere, le due temperature non costituiscono un problema, ammesso che l'area circostante l'oggetto non contenga sorgenti di radiazione intensa e di grandi dimensioni.
A questo punto, è naturale domandarsi quanto sia importante conoscere i valori corretti di tali parametri. Potrebbe quindi essere interessante avere subito un'idea del problema, osservando diversi casi di misurazione e confrontando le grandezze relative dei tre termini di radiazione. Ciò fornirà indicazioni utili per determinare quando è importante utilizzare i valori corretti di questi parametri.
Le figure seguenti illustrano le grandezze relative dei tre tipi di radiazione per le temperature di tre diversi oggetti, due emittanze e due intervalli spettrali: SW e LW. Gli altri parametri hanno i seguenti valori fissi:
  • τ: 0,88
  • Trefl = +20°C
  • Tatm = +20°C
Ovviamente, la misurazione di temperature basse è più delicata della misurazione di quelle alte, in quanto le sorgenti di radiazione di disturbo sono relativamente più forti nel primo caso. Se anche il valore dell'emittanza dell'oggetto fosse basso, la situazione sarebbe ancora più difficile.
Infine, è necessario chiarire l'importanza dell'uso della curva di taratura sul punto di taratura più alto, chiamato anche estrapolazione. Si supponga che in una determinata circostanza Utot sia = 4,5 volt. Il punto di taratura più elevato per la termocamera era nell'ordine di 4,1 volt, un valore sconosciuto all'operatore. Quindi, anche se l'oggetto era un corpo nero, come Uobj = Utot, in realtà si esegue un'estrapolazione della curva di taratura, convertendo i 4,5 volt nella temperatura.
Si supponga ora che l'oggetto non sia nero, abbia un'emittanza pari a 0,75 ed una trasmittanza di 0,92. Si supponga inoltre che la somma dei due secondi termini dell'Equazione 4 dia 0,5 volt. Calcolando Uobj tramite l'Equazione 4 si ottiene come risultato Uobj = 4,5 / 0,75 / 0,92 - 0,5 = 6,0. Questa è un'estrapolazione piuttosto estrema, in particolare se si considera che l'amplificatore video può limitare il segnale di uscita a 5 volt! Si noti tuttavia che l'applicazione della curva di taratura è una procedura teorica che non prevede alcun limite elettronico o di altra natura. Se non fossero stati imposti limiti di segnale nella termocamera e se questa fosse stata calibrata su un valore superiore a 5 volt, la curva risultante sarebbe stata molto simile alla curva effettiva estrapolata oltre i 4,1 volt, a condizione che l'algoritmo di calibrazione fosse basato sulla fisica delle radiazioni, come l'algoritmo FLIR Systems. Naturalmente, deve esistere un limite per questo tipo di estrapolazioni.
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Figura 21.2  Grandezze relative delle sorgenti di radiazione in condizioni variabili di misurazione (termocamera SW). 1: Temperatura dell'oggetto; 2: Emittanza; Obj: Radiazione dell'oggetto; Refl: Radiazione riflessa; Atm: radiazione dell'atmosfera. Parametri fissi: τ = 0,88; Trefl = 20°C; Tatm = 20°C.

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Figura 21.3  Grandezze relative delle sorgenti di radiazione in condizioni variabili di misurazione (termocamera LW). 1: Temperatura dell'oggetto; 2: Emittanza; Obj: Radiazione dell'oggetto; Refl: Radiazione riflessa; Atm: Radiazione dell'atmosfera. Parametri fissi: τ = 0,88; Trefl = 20°C; Tatm = 20°C.

22  Tabelle di emissività

In questa sezione sono raccolti dati di emissività provenienti da studi sui raggi infrarossi e dalle misurazioni eseguite da FLIR Systems.

22.1  Bibliografia

22.2  Tabelle

Tabella 22.1  T: spettro totale; SW: 2–5 µm; LW: 8–14 µm, LLW: 6.5–20 µm; 1: materiale; 2: specifica; 3: temperatura in °C; 4: spettro; 5: emissività: 6: riferimento

1

2

3

4

5

6

Acciaio inossidabile
foglio, lucidato
70
SW
0,18
9
Acciaio inossidabile
foglio, lucidato
70
LW
0,14
9
Acciaio inossidabile
foglio, non trattato, parzialmente graffiato
70
SW
0,30
9
Acciaio inossidabile
foglio, non trattato, parzialmente graffiato
70
LW
0,28
9
Acciaio inossidabile
laminato
700
T
0,45
1
Acciaio inossidabile
lega, 8% Ni, 18% Cr
500
T
0,35
1
Acciaio inossidabile
sabbiato
700
T
0,70
1
Acciaio inossidabile
tipo 18-8, lucidato
20
T
0,16
2
Acciaio inossidabile
tipo 18-8, ossidato a 800°C
60
T
0,85
2
Acqua
cristalli di ghiaccio
-10
T
0,98
2
Acqua
distillata
20
T
0,96
2
Acqua
ghiaccio, con spesso strato di brina
0
T
0,98
1
Acqua
ghiaccio, liscio
-10
T
0,96
2
Acqua
ghiaccio, liscio
0
T
0,97
1
Acqua
neve
 
T
0,8
1
Acqua
neve
-10
T
0,85
2
Acqua
strato, spessore >0,1mm
0-100
T
0,95-0,98
1
Alluminio
anodizzato, grigio chiaro, opaco
70
SW
0,61
9
Alluminio
anodizzato, grigio chiaro, opaco
70
LW
0,97
9
Alluminio
anodizzato, nero, opaco
70
SW
0,67
9
Alluminio
anodizzato, nero, opaco
70
LW
0,95
9
Alluminio
bagnato in HNO3, lastra
100
T
0,05
4
Alluminio
come ricevuto, foglio
100
T
0,09
2
Alluminio
come ricevuto, lastra
100
T
0,09
4
Alluminio
deposto sotto vuoto
20
T
0,04
2
Alluminio
foglio anodizzato
100
T
0,55
2
Alluminio
foglio, 4 campioni con graffiature differenti
70
SW
0,05-0,08
9
Alluminio
foglio, 4 campioni con graffiature differenti
70
LW
0,03-0,06
9
Alluminio
fortemente alterato da agenti atmosferici
17
SW
0,83-0,94
5
Alluminio
fortemente ossidato
50-500
T
0,2-0,3
1
Alluminio
fuso, sabbiato
70
SW
0,47
9
Alluminio
fuso, sabbiato
70
LW
0,46
9
Alluminio
irruvidito
27
10 µm
0,18
3
Alluminio
irruvidito
27
3 µm
0,28
3
Alluminio
lastra lucidata
100
T
0,05
4
Alluminio
lucidato
50-100
T
0,04-0,06
1
Alluminio
lucidato, foglio
100
T
0,05
2
Alluminio
pellicola
27
10 µm
0,04
3
Alluminio
pellicola
27
3 µm
0,09
3
Alluminio
superficie ruvida
20-50
T
0,06-0,07
1
Amianto
carta
40-400
T
0,93-0,95
1
Amianto
cartone
20
T
0,96
1
Amianto
lastra
20
T
0,96
1
Amianto
piastrella
35
SW
0,94
7
Amianto
polvere
 
T
0,40-0,60
1
Amianto
tessuto
 
T
0,78
1
Arenaria
lucidato
19
LLW
0,909
8
Arenaria
ruvido
19
LLW
0,935
8
Argento
lucidato
100
T
0,03
2
Argento
puro, lucidato
200-600
T
0,02-0,03
1
Argilla
refrattaria
70
T
0,91
1
Biossido di rame
polvere
 
T
0,84
1
Bronzo
bronzo al fosforo
70
SW
0,08
9
Bronzo
bronzo al fosforo
70
LW
0,06
9
Bronzo
lucidato
50
T
0,1
1
Bronzo
polvere
 
T
0,76-0,80
1
Bronzo
poroso, ruvido
50-150
T
0,55
1
Calce
   
T
0,3-0,4
1
Carbonio
fuliggine
20
T
0,95
2
Carbonio
grafite, superficie limata
20
T
0,98
2
Carbonio
nerofumo
20-400
T
0,95-0,97
1
Carbonio
polvere di carbone
 
T
0,96
1
Carbonio
polvere di grafite
 
T
0,97
1
Carta
4 colori diversi
70
SW
0,68-0,74
9
Carta
4 colori diversi
70
LW
0,92-0,94
9
Carta
adesiva bianca
20
T
0,93
2
Carta
bianca
20
T
0,7-0,9
1
Carta
bianca, 3brillantezze diverse
70
SW
0,76-0,78
9
Carta
bianca, 3brillantezze diverse
70
LW
0,88-0,90
9
Carta
blu scura
 
T
0,84
1
Carta
gialla
 
T
0,72
1
Carta
nera, opaca
 
T
0,94
1
Carta
nera, opaca
70
SW
0,86
9
Carta
nera, opaca
70
LW
0,89
9
Carta
nero
 
T
0,90
1
Carta
patinata con lacca nera
 
T
0,93
1
Carta
rossa
 
T
0,76
1
Carta
verde
 
T
0,85
1
Carta da parati
motivo leggero, grigio chiaro
20
SW
0,85
6
Carta da parati
motivo leggero, rosso
20
SW
0,90
6
Catrame
   
T
0,79-0,84
1
Catrame
carta
20
T
0,91-0,93
1
Cemento
 
20
T
0,92
2
Cemento
asciutto
36
SW
0,95
7
Cemento
marciapiede
5
LLW
0,974
8
Cemento
ruvido
17
SW
0,97
5
Cromo
lucidato
50
T
0,10
1
Cromo
lucidato
500-1000
T
0,28-0,38
1
Cuoio
tinto
 
T
0,75-0,80
1
Cupralluminio
 
20
T
0,60
1
Ebanite
   
T
0,89
1
Ferro ed acciaio
arrugginito, rosso
20
T
0,69
1
Ferro ed acciaio
battuto, lucidato accuratamente
40-250
T
0,28
1
Ferro ed acciaio
brillante, inciso
150
T
0,16
1
Ferro ed acciaio
coperto da ruggine rossa
20
T
0,61-0,85
1
Ferro ed acciaio
elettrolitico
100
T
0,05
4
Ferro ed acciaio
elettrolitico
22
T
0,05
4
Ferro ed acciaio
elettrolitico
260
T
0,07
4
Ferro ed acciaio
elettrolitico, accuratamente lucidato
175-225
T
0,05-0,06
1
Ferro ed acciaio
foglio fortemente arrugginito
20
T
0,69
2
Ferro ed acciaio
foglio laminato
50
T
0,56
1
Ferro ed acciaio
foglio lucidato
750-1050
T
0,52-0,56
1
Ferro ed acciaio
foglio smerigliato
950-1100
T
0,55-0,61
1
Ferro ed acciaio
fortemente arrugginito
17
SW
0,96
5
Ferro ed acciaio
fortemente ossidato
50
T
0,88
1
Ferro ed acciaio
fortemente ossidato
500
T
0,98
1
Ferro ed acciaio
laminato a caldo
130
T
0,60
1
Ferro ed acciaio
laminato a caldo
20
T
0,77
1
Ferro ed acciaio
laminato a freddo
70
SW
0,20
9
Ferro ed acciaio
laminato a freddo
70
LW
0,09
9
Ferro ed acciaio
laminato di recente
20
T
0,24
1
Ferro ed acciaio
lucidato
100
T
0,07
2
Ferro ed acciaio
lucidato
400-1000
T
0,14-0,38
1
Ferro ed acciaio
ossidato
100
T
0,74
4
Ferro ed acciaio
ossidato
100
T
0,74
1
Ferro ed acciaio
ossidato
1227
T
0,89
4
Ferro ed acciaio
ossidato
125-525
T
0,78-0,82
1
Ferro ed acciaio
ossidato
200
T
0,79
2
Ferro ed acciaio
ossidato
200-600
T
0,80
1
Ferro ed acciaio
ruggine rossa, foglio
22
T
0,69
4
Ferro ed acciaio
ruvido, superficie piana
50
T
0,95-0,98
1
Ferro ed acciaio
smerigliato di recente
20
T
0,24
1
Ferro ed acciaio
strato di ossido brillante, foglio
20
T
0,82
1
Ferro galvanizzato
foglio
92
T
0,07
4
Ferro galvanizzato
foglio, brunito
30
T
0,23
1
Ferro galvanizzato
foglio, ossidato
20
T
0,28
1
Ferro galvanizzato
fortemente ossidato
70
SW
0,64
9
Ferro galvanizzato
fortemente ossidato
70
LW
0,85
9
Ferro stagnato
foglio
24
T
0,064
4
Ferro, ghisa
fusione
50
T
0,81
1
Ferro, ghisa
lavorato
800-1000
T
0,60-0,70
1
Ferro, ghisa
lingotti
1000
T
0,95
1
Ferro, ghisa
liquido
1300
T
0,28
1
Ferro, ghisa
lucidato
200
T
0,21
1
Ferro, ghisa
lucidato
38
T
0,21
4
Ferro, ghisa
lucidato
40
T
0,21
2
Ferro, ghisa
non lavorato
900-1100
T
0,87-0,95
1
Ferro, ghisa
ossidato
100
T
0,64
2
Ferro, ghisa
ossidato
260
T
0,66
4
Ferro, ghisa
ossidato
38
T
0,63
4
Ferro, ghisa
ossidato
538
T
0,76
4
Ferro, ghisa
ossidato a 600°C
200-600
T
0,64-0,78
1
Gesso
 
17
SW
0,86
5
Gesso
pannello in cartongesso, non trattato
20
SW
0,90
6
Gesso
prima mano di intonaco
20
T
0,91
2
Gesso idrato
 
20
T
0,8-0,9
1
Ghiaccio: vedere Acqua
         
Gomma
dura
20
T
0,95
1
Gomma
morbida, grigia, ruvida
20
T
0,95
1
Granito
lucidato
20
LLW
0,849
8
Granito
rugoso, 4 campioni differenti
70
SW
0,95-0,97
9
Granito
rugoso, 4 campioni differenti
70
LW
0,77-0,87
9
Granito
ruvido
21
LLW
0,879
8
Idrossido di alluminio
polvere
 
T
0,28
1
Krylon Ultra-flat black 1602
Nero opaco
Temperatura ambiente fino a 175°C
LW
≈ 0,96
12
Krylon Ultra-flat black 1602
Nero opaco
Temperatura ambiente fino a 175°C
MW
≈ 0.97
12
Laccatura
3colori, spruzzata su alluminio
70
SW
0,50-0,53
9
Laccatura
3colori, spruzzata su alluminio
70
LW
0,92-0,94
9
Laccatura
alluminio su superficie ruvida
20
T
0,4
1
Laccatura
bachelite
80
T
0,83
1
Laccatura
bianca
100
T
0,92
2
Laccatura
bianca
40-100
T
0,8-0,95
1
Laccatura
nera, brillante, spruzzata su ferro
20
T
0,87
1
Laccatura
nera, opaca
100
T
0,97
2
Laccatura
nera, opaca
40-100
T
0,96-0,98
1
Laccatura
resistente al calore
100
T
0,92
1
Lastra di vetro (vetro float)
senza rivestimento
20
LW
0,97
14
Legno
 
17
SW
0,98
5
Legno
 
19
LLW
0,962
8
Legno
bianco, umido
20
T
0,7-0,8
1
Legno
compensato, liscio, asciutto
36
SW
0,82
7
Legno
compensato, non trattato
20
SW
0,83
6
Legno
pasta
 
T
0,5-0,7
1
Legno
piallato
20
T
0,8-0,9
1
Legno
pino, 4 campioni differenti
70
SW
0,67-0,75
9
Legno
pino, 4 campioni differenti
70
LW
0,81-0,89
9
Legno
quercia piallata
20
T
0,90
2
Legno
quercia piallata
70
SW
0,77
9
Legno
quercia piallata
70
LW
0,88
9
Magnesio
 
22
T
0,07
4
Magnesio
 
260
T
0,13
4
Magnesio
 
538
T
0,18
4
Magnesio
lucidato
20
T
0,07
2
Malta
 
17
SW
0,87
5
Malta
asciutto
36
SW
0,94
7
Mattoni
allumina
17
SW
0,68
5
Mattoni
argilla refrattaria
1000
T
0,75
1
Mattoni
argilla refrattaria
1200
T
0,59
1
Mattoni
argilla refrattaria
20
T
0,85
1
Mattoni
comune
17
SW
0,86-0,81
5
Mattoni
impermeabile
17
SW
0,87
5
Mattoni
mattone refrattario
17
SW
0,68
5
Mattoni
muratura
35
SW
0,94
7
Mattoni
muratura, intonacato
20
T
0,94
1
Mattoni
refrattario, corindone
1000
T
0,46
1
Mattoni
refrattario, fortemente radiante
500-1000
T
0,8-0,9
1
Mattoni
refrattario, magnesite
1000-1300
T
0,38
1
Mattoni
refrattario, scarsamente radiante
500-1000
T
0,65-0,75
1
Mattoni
rosso, comune
20
T
0,93
2
Mattoni
rosso, ruvido
20
T
0,88-0,93
1
Mattoni
silice dinas, lucidato, ruvido
1100
T
0,85
1
Mattoni
silice dinas, non lucidato, ruvido
1000
T
0,80
1
Mattoni
silice dinas, refrattario
1000
T
0,66
1
Mattoni
silice, 95% SiO2
1230
T
0,66
1
Mattoni
sillimanite, 33% SiO2, 64% Al2O3
1500
T
0,29
1
Molibdeno
 
1500-2200
T
0,19-0,26
1
Molibdeno
 
600-1000
T
0,08-0,13
1
Molibdeno
filamento
700-2500
T
0,1-0,3
1
Neve: vedere Acqua
         
Nextel Velvet 811-21Black
Nero opaco
-60-150
LW
> 0,97
10 e 11
Nichel
brillante opaco
122
T
0,041
4
Nichel
commercialmente puro, lucidato
100
T
0,045
1
Nichel
commercialmente puro, lucidato
200-400
T
0,07-0,09
1
Nichel
elettrolitico
22
T
0,04
4
Nichel
elettrolitico
260
T
0,07
4
Nichel
elettrolitico
38
T
0,06
4
Nichel
elettrolitico
538
T
0,10
4
Nichel
elettroplaccato su ferro, lucidato
22
T
0,045
4
Nichel
elettroplaccato su ferro, non lucidato
20
T
0,11-0,40
1
Nichel
elettroplaccato su ferro, non lucidato
22
T
0,11
4
Nichel
elettroplaccato, lucidato
20
T
0,05
2
Nichel
filo
200-1000
T
0,1-0,2
1
Nichel
lucidato
122
T
0,045
4
Nichel
ossidato
1227
T
0,85
4
Nichel
ossidato
200
T
0,37
2
Nichel
ossidato
227
T
0,37
4
Nichel
ossidato a 600°C
200-600
T
0,37-0,48
1
Nichel-cromo
filo, ossidato
50-500
T
0,95-0,98
1
Nichel-cromo
filo, pulito
50
T
0,65
1
Nichel-cromo
filo, pulito
500-1000
T
0,71-0,79
1
Nichel-cromo
laminato
700
T
0,25
1
Nichel-cromo
sabbiato
700
T
0,70
1
Olio, lubrificante
film da 0,025 mm
20
T
0,27
2
Olio, lubrificante
film da 0,050 mm
20
T
0,46
2
Olio, lubrificante
film da 0,125 mm
20
T
0,72
2
Olio, lubrificante
film su base Ni: solo base Ni
20
T
0,05
2
Olio, lubrificante
rivestimento spesso
20
T
0,82
2
Oro
fortemente lucidato
100
T
0,02
2
Oro
lucidato
130
T
0,018
1
Oro
lucidato accuratamente
200-600
T
0,02-0,03
1
Ossido di alluminio
attivato, polvere
 
T
0,46
1
Ossido di alluminio
puro, polvere (allumina)
 
T
0,16
1
Ossido di nichel
 
1000-1250
T
0,75-0,86
1
Ossido di nichel
 
500-650
T
0,52-0,59
1
Ossido di rame
rosso, polvere
 
T
0,70
1
Ottone
foglio, laminato
20
T
0,06
1
Ottone
foglio, smerigliato
20
T
0,2
1
Ottone
fortemente lucidato
100
T
0,03
2
Ottone
lucidato
200
T
0,03
1
Ottone
opaco, ossidato
20-350
T
0,22
1
Ottone
ossidato
100
T
0,61
2
Ottone
ossidato
70
SW
0,04-0,09
9
Ottone
ossidato
70
LW
0,03-0,07
9
Ottone
ossidato a 600°C
200-600
T
0,59-0,61
1
Ottone
smerigliato utilizzando carta vetrata con graniglia 80
20
T
0,20
2
Pannello di fibra
masonite
70
SW
0,75
9
Pannello di fibra
masonite
70
LW
0,88
9
Pannello di fibra
pannello di truciolato
70
SW
0,77
9
Pannello di fibra
pannello di truciolato
70
LW
0,89
9
Pannello di fibra
poroso, non trattato
20
SW
0,85
6
Pannello di fibra
rigido, non trattato
20
SW
0,85
6
Panno
nero
20
T
0,98
1
Pavimentazione di asfalto
 
4
LLW
0,967
8
Pelle
umana
32
T
0,98
2
Piastrella
vetrificata
17
SW
0,94
5
Piombo
brillante
250
T
0,08
1
Piombo
non ossidato, lucidato
100
T
0,05
4
Piombo
ossidato a 200°C
200
T
0,63
1
Piombo
ossidato, grigio
20
T
0,28
1
Piombo
ossidato, grigio
22
T
0,28
4
Piombo rosso
 
100
T
0,93
4
Piombo rosso, polvere
 
100
T
0,93
1
Plastica
laminato in fibra di vetro (scheda per circuito stampato)
70
SW
0,94
9
Plastica
laminato in fibra di vetro (scheda per circuito stampato)
70
LW
0,91
9
Plastica
pannello isolante in poliuretano
70
LW
0,55
9
Plastica
pannello isolante in poliuretano
70
SW
0,29
9
Plastica
PVC, pavimento in plastica, opaco, strutturato
70
SW
0,94
9
Plastica
PVC, pavimento in plastica, opaco, strutturato
70
LW
0,93
9
Platino
 
100
T
0,05
4
Platino
 
1000-1500
T
0,14-0,18
1
Platino
 
1094
T
0,18
4
Platino
 
17
T
0,016
4
Platino
 
22
T
0,03
4
Platino
 
260
T
0,06
4
Platino
 
538
T
0,10
4
Platino
filo
1400
T
0,18
1
Platino
filo
50-200
T
0,06-0,07
1
Platino
filo
500-1000
T
0,10-0,16
1
Platino
nastro
900-1100
T
0,12-0,17
1
Platino
puro, lucidato
200-600
T
0,05-0,10
1
Polistirolo
isolante
37
SW
0,60
7
Polvere di magnesio
   
T
0,86
1
Porcellana
bianca, brillante
 
T
0,70-0,75
1
Porcellana
vetrificata
20
T
0,92
1
Rame
commerciale, brunito
20
T
0,07
1
Rame
elettrolitico, accuratamente lucidato
80
T
0,018
1
Rame
elettrolitico, lucidato
-34
T
0,006
4
Rame
fortemente ossidato
20
T
0,78
2
Rame
fuso
1100-1300
T
0,13-0,15
1
Rame
lucidato
50-100
T
0,02
1
Rame
lucidato
100
T
0,03
2
Rame
lucidato, commerciale
27
T
0,03
4
Rame
lucidato, meccanico
22
T
0,015
4
Rame
ossidato
50
T
0,6-0,7
1
Rame
ossidato fino all'annerimento
 
T
0,88
1
Rame
ossidato, nero
27
T
0,78
4
Rame
puro, superficie accuratamente preparata
22
T
0,008
4
Rame
raschiato
27
T
0,07
4
Sabbia
   
T
0,60
1
Sabbia
 
20
T
0,90
2
Scorie
caldaia
0-100
T
0,97-0,93
1
Scorie
caldaia
1400-1800
T
0,69-0,67
1
Scorie
caldaia
200-500
T
0,89-0,78
1
Scorie
caldaia
600-1200
T
0,76-0,70
1
Smalto
 
20
T
0,9
1
Smalto
lacca
20
T
0,85-0,95
1
Smeriglio
grezzo
80
T
0,85
1
Stagno
brunito
20-50
T
0,04-0,06
1
Stagno
foglio di ferro stagnato
100
T
0,07
2
Stucco
ruvido, calce
10-90
T
0,91
1
Terreno
asciutto
20
T
0,92
2
Terreno
saturo di acqua
20
T
0,95
2
Tipo 3M 35
Nastro isolante vinilico (diversi colori)
< 80
LW
≈ 0.96
13
Tipo 3M 88
Nastro isolante vinilico nero
< 105
LW
≈ 0.96
13
Tipo 3M 88
Nastro isolante vinilico nero
< 105
MW
< 0,96
13
Tipo 3M Super 33+
Nastro isolante vinilico nero
< 80
LW
≈ 0.96
13
Titanio
lucidato
1000
T
0,36
1
Titanio
lucidato
200
T
0,15
1
Titanio
lucidato
500
T
0,20
1
Titanio
ossidato a 540°C
1000
T
0,60
1
Titanio
ossidato a 540°C
200
T
0,40
1
Titanio
ossidato a 540°C
500
T
0,50
1
Truciolato
non trattato
20
SW
0,90
6
Tungsteno
 
1500-2200
T
0,24-0,31
1
Tungsteno
 
200
T
0,05
1
Tungsteno
 
600-1000
T
0,1-0,16
1
Tungsteno
filamento
3300
T
0,39
1
Vernice
8 diversi tipi e colori
70
SW
0,88-0,96
9
Vernice
8 diversi tipi e colori
70
LW
0,92-0,94
9
Vernice
alluminio, vari stati di invecchiamento
50-100
T
0,27-0,67
1
Vernice
base olio, media di 16 colori
100
T
0,94
2
Vernice
blu cobalto
 
T
0,7-0,8
1
Vernice
giallo cadmio
 
T
0,28-0,33
1
Vernice
olio
17
SW
0,87
5
Vernice
olio, diversi colori
100
T
0,92-0,96
1
Vernice
olio, grigia, lucida
20
SW
0,96
6
Vernice
olio, grigia, opaca
20
SW
0,97
6
Vernice
olio, nero lucido
20
SW
0,92
6
Vernice
olio, nero opaco
20
SW
0,94
6
Vernice
plastica, bianco
20
SW
0,84
6
Vernice
plastica, nero
20
SW
0,95
6
Vernice
verde cromo
 
T
0,65-0,70
1
Vernice trasparente
opaca
20
SW
0,93
6
Vernice trasparente
su parquet in quercia
70
SW
0,90
9
Vernice trasparente
su parquet in quercia
70
LW
0,90-0,93
9
Zinco
foglio
50
T
0,20
1
Zinco
lucidato
200-300
T
0,04-0,05
1
Zinco
ossidato a 400°C
400
T
0,11
1
Zinco
superficie ossidata
1000-1200
T
0,50-0,60
1